Salviamo Santa Maria Intus Vineas

Una chiesetta in pericolo, Santa Maria Intus Vineas. Classi di bambini che si preoccupano di salvarla dal crollo, le quarte della scuola Vidari. Un’associazione onlus che nasce prendendo il nome per intero della cappella e che ha il solo obiettivo di impedirne il decadimento. Questi tre punti potrebbero tranquillamente essere la colonna vertebrale di una sceneggiatura per un film con Paolo Villaggio in stile Io speriamo che me la cavo, invece si tratta di sinergie azionate a Vigevano per salvare un’edificio dal valore inestimabile risalente al XIII secolo d.C. Non troppo tempo fa la chiesa è stata donata dall’imprenditore Giorgio Invernizzi (esatto, quello dei parcheggi ad 1 euro l’ora anziché 0,50 cent), precedente proprietario, al comune. Per il totale recupero del santuario saranno necessari 350 mila euro da reperire in cinque anni e molte le ristrutturazioni da effettuare: la copertura del tetto in lamiera, il recupero del controsoffitto in cassettoni lignei, il restauro degli affreschi interni. A tutt’oggi la situazione è alquanto drammatica, la chiesa è stata puntellata ma un inverno rigido come quello trascorso da non molto potrebbe non essere sopportato dalle secolari mura. «Necessario nell’immediato è che l’associazione raccolga il maggior numero di volontari – ha asserito il presidente della onlus Marco Trombotto -persone che abbiano voglia di collaborare con noi. Quando la chiesa sarà recuperata verrà donata alla diocesi». Grazie ad un concorso nazionale dal titolo “Cuori in azione” piccoli aiutanti si sono già messi all’opera impegnandosi nell’informare la cittadinanza dell’esistenza dell’antica chiesa abbandonata. I bambini delle quarte sezioni A,B e C con il loro lavoro si sono classificati terzi nella competizione culturale.

O si interviene immediatamente o l’edificio crollerà, è questo il messaggio che è stato lanciato dalle diverse persone unite nello scopo di salvare la chiesetta.

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’architetto Vittorio Sacchi al numero 335-8329426, oppure rivolgersi alla sede dell’associazione presso l’ufficio beni culturali diocesano.

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