La “Nota” di Ferruccio Quaroni – Il “ME NE FREGO!” del Comune

logociviltpicc“Me ne frego…” diceva il Duce… la frase che rivive da decenni sulle itale labbra a livello di battuta colorita e triviale, rappresenta emblematicamente il pensiero dei “nostri” amministratori pubblici locali di fronte a oltre 5.000 firme di cittadini (fatto mai avvenuto) che chiedevano di difendere il bene pubblico rappresentato dall’acqua da una speculazione politica-economica che farà lievitare il suo costo alle stelle.
Gli assessori parlano di campagna di odio e si atteggiano a “vergini dai candidi manti”: si sa, tutto quello che disturba il manovratore è solo bieco calcolo politico e malafede.
A guardare i risultati delle recenti consultazioni europee a Vigevano verrebbe da pensare che tanti cittadini subiscono ormai con indifferenza o rassegnazione vicende come quella della privatizzazione dell’acqua o della minaccia per la salute di tutti di una mega centrale inquinante.
Noi siamo però convinti che non sia così: occorre che il prossimo anno agli elettori vigevanesi si prospetti chiaramente la possibilità di voltare pagina, che trovino sulla scheda elettorale non la riproposizione di un decennio di blanda critica alle politiche della maggioranza e di assenza dei temi concreti, quotidiani e tangibili che interessano la vita, le tasche ed il futuro di tutti bensì una aggregazione civica e dinamica che intende governare con i cittadini.
Al “me ne frego” al quale siamo abituati bisogna contrapporre il “mi prendo cura” della mia Città, del suo destino, di quello dei più deboli, della possibilità che non si riduca ad un brutto dormitorio decentrato e mal servito, che le donne e gli uomini ritornino a credere, a partecipare e a costruire il cambiamento. 5.000 firme non sono una testimonianza di odio o di livore come furbescamente vuole far credere la parte più astuta dei politici che ci amministrano: sono un segnale forte ed imponente al quale sarebbe saggio rispondere con argomenti e non con il vecchio politichese che non porta da nessuna parte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *