Domenica 11 Aprile: Alvin Superstar 2

Alvin e i suoi due fratelli sono ormai rockstar famosissime ma la vita sconsiderata e colma di eccessi che si accompagna a quel ruolo non calza molto bene al trio e del resto nemmeno al loro amato tutore Dave, così dopo l’ultimo infortunio che lo costringe in ospedale proprio Dave decide di affidare i tre piccoletti alla zia e di mandarli a scuola. Peccato che la zia venga spedita anch’essa in ospedale a tempo di record e con loro rimanga il nipote nerd, sbadato e sbandato che si prenderà decisamente poco cura dei tre lasciandoli alla loro nuova vita tra i problemi di inserimenti in una high school e l’arrivo delle Chippette, tre scoiattoline di provincia venute in città per sfondare e biecamente utilizzate per tornare in vetta da colui che nel primo film della serie aveva fatto lo stesso con Alvin e i suoi fratelli.
Tale è stato il successo di Alvin superstar in tutto il mondo da generare questo immediato sequel che non innova in nulla né tecnicamente né tematicamente (del resto, perché doveva?) e ripropone sotto nuove vesti un altro “episodio” delle avventure di Alvin, Theodore e Simon. Come le serie animate che hanno conquistato il pubblico televisivo nel tempo così anche i film dei Chipmunks seguono una scansione priva di un filo conduttore: ogni film fa testo a sè, è autoconclusivo e non introduce nulla che possa sconvolgere il gradimento o il senso della serie. Alvin superstar dunque è come una serie televisiva i cui episodi sono solo più grandi, più grossi, più costosi e distribuiti nei cinema.
Questo non sembra importare al pubblico vero del film, quello infantile, che anzi apprezza l’entrata in scena dei tre equivalenti femminili. Come è d’obbligo in questo tipo di prodotti esse sono la copia speculare dei veri protagonisti (i maschi) hanno i loro caratteri, sono connotate dai medesimi colori in gradazione femminea (rosa al posto del rosso, viola per il blu e verde acqua per il verde) ed esistono in funzione loro, sono l’oggetto del desiderio ma nulla di più, la personalità è un puro abbozzo. Anch’esse cantano, ovviamente, rifacendosi vagamente ai trii degli anni ’60/’70 come le Ronettes o le Supremes e più pragmaticamente ai gruppi femminili R&B moderni sia per movenze che per tipo di musica cantata (quella universalmente considerata da donne in opposizione a tutto il resto del rock, anche vintage, che invece spetta ai maschi).
Alvin superstar 2 in sostanza continua a riproporre il più acquietante dei contenuti possibili: la scuola è noiosa ma necessaria, i fichi sono i bulli che fanno sport, i secchioni vengono presi in giro, le ragazze si interessano solo a chi è popolare e chi era sfigato ieri sarà irrisolto e maniaco dei videogiochi (sic!) domani. Dogmi da non mettere in discussione ma, anzi, da cavalcare.

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