Contro ogni discriminazione

Uguali nei diritti, uguali nei doveri

Di fronte al crescente clima di intolleranza che si sta diffondendo anche a Vigevano e ai provvedimenti adottati o annunciati dall’Amministrazione della nostra città in tema di immigrazione, il “Tavolo Migranti” cittadino fa appello alle forze vive della città e alle coscienze dei suoi abitanti per esprimere un NO forte e chiaro:

No alla politica discriminatoria su base etnica, culturale o religiosa che viola il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge – secondo l’art. 3 della Costituzione italiana tutti gli individui sono uguali, con pari diritti e pari doveri;

No alla stigmatizzazione cui sono sottoposti i cittadini stranieri, con i costanti riferimenti alla questione migratoria come ad un problema di sicurezza; e ai continui “proclami” – su questi temi – che esprimono e incentivano atteggiamenti di rifiuto incompatibili con una società civile e democratica;

No al sovvertimento dei principi dello stato sociale, per cui si vuole far pagare il prezzo della crisi economica o dei deficit di bilancio ai più deboli (stranieri e italiani, privati di quelle azioni di sostegno che permettono di affrancarsi dallo stato di bisogno);

No a una politica vessatoria che impone balzelli sconsiderati e ostacoli crescenti alle pratiche relative a ricongiungimento familiare e permesso di soggiorno di lunga durata da parte di persone e famiglie che vivono legittimamente in Italia (secondo la legislazione vigente).

Per continuare a costruire una città vivibile ed accogliente e promuovere una convivenza pacifica e democratica, fondata su criteri di condivisione e partecipazione, occorre dire Sì:

ad un’accoglienza che tuteli i diritti umani e civili dei migranti, considerati innanzitutto in quanto persone;

al riconoscimento del ruolo della famiglia e della donna nei processi di inclusione sociale e di prevenzione;

alla promozione della partecipazione delle comunità straniere alla vita della città e alle decisioni che le riguardano;

al riconoscimento delle seconde generazioni come giovani vigevanesi e alla scuola come laboratorio privilegiato di intercultura e cittadinanza;

ad un senso delle regole non solo difensivo (come se vivessimo in una cittadella assediata), ma basato su una accettazione delle differenze e sulla condivisione delle buone regole di convivenza;

alla mediazione sociale e culturale, alla prevenzione dei conflitti, all’accesso ai diritti e ai servizi, alla continuità dello Sportello Stranieri.

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