Domenica 3 Gennaio: G-Force

g-forceUna delle più grandi multinazionali del mondo che produce elettrodomestici posseduti da almeno la metà della popolazione ha inserito in ognuno dei suoi prodotti un chip malefico che, se attivato, porta le macchine a ribellarsi ai propri padroni coordinandosi tra loro. Il piano per la conquista del mondo è ignorato da tutti tranne che dalla G-Force, una squadra speciale che opera al di fuori delle autorizzazioni governative sebbene finanziata da esse, e che è sostanzialmente composta da porcellini d’India altamente addestrati e altamente dotati tecnologicamente più una talpa che fa da mago dei computer.
Un complottismo facile facile (le multinazionali sono cattive e tramano contro l’umanità) e una serie di colpi di scena abbastanza prevedibili fungono da pretesto per un film che come spesso accade per le opere prodotte da Jerry Bruckheimer ha nella confezione la sua parte più interessante.
Che infatti G-Force sia un film come molti altri nel mucchio delle produzioni per famiglia (locuzione che spesso significa soltanto “per bambini”) è abbastanza chiaro, come anche è abbastanza chiaro che non sarà l’esperienza di una vita nemmeno per i bambini che ne sono il target preferenziale. Eppure Hoyt Yeatman, ex mago degli effetti speciali formatosi contribuendo agli effetti di film storici come E.T. o Blade Runner e vincitore di un Oscar per il lavoro innovativo fatto al fianco di James Cameron in The Abyss, riesce a dare al film più di uno stimolo.
G-Force infatti è il primo film da quando la tecnologia per la visione cinematografica tridimensionale è tornata in voga che davvero riesce a fare quello che i suoi promotori spesso ripetono, cioè “creare un maggiore senso d’immersione nel film”. Attraverso l’utilizzo di diverse tecniche completamente diverse da tutto quello che è mai stato fatto in materia e attraverso un approccio puramente tecnico che sottomette anche il racconto di un trama abbastanza scontata alle esigenze di una realizzazione spettacolare e avanzata, Yeatman confeziona un prodotto elegante, avvincente, appassionante e che riesce a creare il solito coinvolgimento cui le pellicole d’azione hollywoodiane ci hanno abituato con in più un vero effetto tridimensionale. Andare a vedere G-Force in un cinema nel quale non vi forniscono gli appositi occhialini è davvero senza senso.

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