Perry Mason-Bellazzi in difesa della Lega

Finalmente anche la nostra città ha il suo Perry Mason, il celebre avvocato che riesce sempre a salvare i suoi clienti. Recentemente è stato ingaggiato dalla Lega Nord, la stessa che ha vinto le elezioni di aprile e governa la città con una giunta monocolore. Il 26 maggio l’eminente professionista si è visto all’opera in Consiglio comunale e vestiva i panni di Beppe Bellazzi. Per tutta la serata Mason-Bellazzi si è prodigato in una difesa accalorata e sentita nei confronti degli alleati di verde vestiti. Lo abbiamo visto intervenire, più di una volta, su ogni punto all’ordine del giorno: dalla mozione sul “riconoscimento dell’acqua quale bene pubblico”, presentata dal Pd, alla costituzione delle Commissioni permanenti. A parte qualche breve intervento “tecnico” del capogruppo Buffonini e del consigliere Barbara Robecchi, Mason-Bellazzi ha spaziato a ruota libera, sempre difendendo l’operato del Polo Laico (gruppo al quale appartiene con il Consigliere Vella) e, di rimando, della lega. Di più, si è posto come il vero e unico paladino della trasparenza amministrativa. Le opposizioni vogliono controllare l’operato della Giunta? Non serve. Ci sta lui, Mason-Bellazzi, a garantire trasparenza, equità, legalità. I suoi nuovi compagni di viaggio negli ultimi dieci anni hanno permesso lo scempio edilizio della città (in compagnia dei signori di Forza Italia, oggi Pdl)? Ma cosa state a dire! Loro (i leghisti) erano all’oscuro di tutto o quasi. Solo grazie al lavoro del Polo Laico che si sono venute alla luce alcune incongruenze macroscopiche nel Piano Regolatore. Ricordate le famose nove aree inserita non si sa da chi e perché? Questo è vero, occorre dargliene atto. L’inchiesta dell’avvocato è stata seria e puntuale. Ma da qui a difendere anche la Lega ce ne corre. Evidentemente l’aver accettato l’apparentamento (Per il bene della città, solo per questo ci mancherebbe, non certo per qualche poltrona. Ma per quale lista era schierato l’attuale assessore alla Valorizzazione culturale, turismo, tempo libero Giorgio Forni? Indovinato? No? Ve lo diciamo noi: Polo Laico) ha cancellato parte della memoria del suo hard disk.

Insomma, il tentativo è di far passare tutti come vergini ingenue che sono cadute nella trappola dei cattivi (Forza Italia) e che d’ora in poi tutto sarà improntato nella massima trasparenza. L’augurio è che ciò accada veramente. Nel frattempo, però, dobbiamo registrare le prime incongruenze. All’ordine del giorno c’era anche la costituzione delle Commissioni permanenti. La minoranza compatta non ha presentato nessun nome per il semplice fatto che ad alcuni consiglieri, e più specificatamente a quelli di Civiltà Vigevanese, non era stata consegnata la lista completa della dieci commissioni. Anzi, al capogruppo Carlo Santagostino non era pervenuta nessuna lista. Alla richiesta di rinviare le nomine, per consentire di stilare la lista dei nomi da inserire nelle commissioni, la maggioranza tutta si è opposta. Il risultato finale è stato un pastrocchio da cui occorrerà uscirne. Infatti al momento delle votazioni la minoranza compatta ha abbandonato l’aula, lasciando Lega e Polo Laico a votarsi i loro consiglieri. Risultato: tutto da rifare, perché il regolamento prevede che nelle commissioni siano rappresentati anche i gruppi di minoranza.

Carente anche la conduzione del presidente del Consiglio comunale Matteo Loria. Più di una volta non ha saputo districarsi nel groviglio creatosi, lasciando praticamente mano libera a ogni intervento, anche a quelli che esulavano dall’ordine del giorno. La seduta, quindi, si è prolungata sino ad oltre le due di notte con un nulla di fatto.

Unica nota positiva l’approvazione unanime del Consiglio Comunale sulla mozione presentata dal Pd, riguardante l’acqua pubblica, a cui è stata fatta una integrazione voluta dalla Lega. Con questa mozione il Consiglio comunale chiede al Sindaco di adoperarsi per far sì che l’Asm di Vigevano esca da Pavia Acque e ritorni a gestire il servizio idrico cittadino in proprio. Insomma si è tornati a ciò che Civiltà Vigevanese chiedeva a gran voce da più di un anno. Evidentemente quella richiesta non era una castroneria, ma una più che legittima rivendicazione. Peccato che nell’autunno scorso, quando oltre 5000 firme furono depositate in Comune, nessun si sia preso la briga di intraprendere questo percorso. Anzi! L’iter venne accelerato. Ma anche in questa occasione la Lega era innocente. Ce lo ha raccontato Perry Mason.

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