Don Ciotti: incontro con i ragazzi di Libera

Giovedì 10 maggio, a Pavia, Don Luigi Ciotti ha incontrato gli aderenti di “Libera” della Provincia. Nel suo lungo intervento sono stati molti i temi trattati riguardanti l’attività dell’associazione antimafia, e non solo. «La lotta alle mafie necessita di lavoro, quindi di politiche sociali dove per sociali s’intendono i volti ed i nomi delle persone. – ha esordito il sacerdote – In un periodo come quello che viviamo oggi, dove la legge Rognoni-La Torre sui beni confiscati alle mafie è sotto scacco, è d’obbligo l’impegno di tutti per sensibilizzare la cittadinanza». Ciotti ha fatto riferimento alla recente proposta del Governo Monti, per voce del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, di rimettere in vendita i beni confiscati, rivedendo la legge che regola sequestro e confisca. «Mettere mano alla legge sulla confisca dei beni sarebbe un tradimento per quel milione e mezzo di italiani che nel 1996 firmarono per tale legge. – ha risposto Ciotti – Certo, non vendere i beni non dev’essere un dogma, eppure la possibilità di venderli deve essere un’eccezione. La restituzione alla collettività di ciò che le mafie le hanno tolto con brutalità, è un valore etico e politico. Inoltre, come tutti sappiamo compresa il Ministro Cancellieri, il rischio che le mafie riacquistino gli immobili è molto alto». Se il punto è fare cassa, il consiglio di Don Ciotti è di sbloccare le ipoteche bancarie sui beni, che in questa situazione sono non sono utilizzabili dalla società. Sarebbe onesto e trasparente domandarsi (e rispondere) chi ha rilasciato mutui ai mafiosi, quale filiale e diretta da chi. Compito di “Libera” è confrontarsi con tre soggetti in particolare: le associazioni che aderiscono a “Libera”, i politici e le organizzazioni criminali. «Le mafie devono essere nostri  interlocutori, naturalmente come nemici. – ha dichiarato Ciotti – “Libera” è diventata forte ed importante perché compie del concreto e questo ai mafiosi da fastidio. Il lavoro della nostra associazione è talmente importante che i criminali vengono ad ascoltare e seguire le nostre mosse, hanno tentato, e continueranno a farlo, di impedire che investissimo nella cultura, nell’educazione nelle scuole, nella sana lotta alle mafie. Eppure, ne sono certo, la loro violenza troverà sempre cittadini pronti a contrastarla». La politica, che spesso è stato un interlocutore sordo, dovrebbe avere maggiore coraggio e fermezza, secondo il sacerdote antimafia. Nota positiva, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «il Presidente sarà ai funerali solenni per Placido Rizzotto (sindacalista CGIL rapito ed ucciso dai corleonesi nel 1948 N.d.r.) , che si terranno il 24 maggio. Con Napolitano riusciamo a dialogare, – ha continuato Ciotti – gli abbiano consegnato le cartoline contro la corruzione ed in quell’occasione ha accettato la nostra proposta di utilizzare, per la festa della Repubblica che si terrà in Quirinale, i prodotti di “LiberaTerra”. Per la prima volta saranno consumati, in un evento politico ufficiale, prodotti che vengono dai beni confiscati alle mafie». Si tratta di un segnale importante, al quale però dovrebbero aggiungersi azioni meno simboliche e più pratiche: approvazione della legge anticorruzione, maggiore attenzione ai famigliari delle vittime, dare più rilevanza alla legalità ed al sociale. Per quanto riguarda le associazioni che aderiscono a “Libera”, il loro lavoro deve sempre reggersi sulla trasparenza, perché il rischio di infiltrazioni mafiose nelle stesse associazioni è alto.  Don Ciotti ha infine sottolineato l’importanza delle motivazioni alla lotta contro le mafie, motivazioni che non devono mai essere date per scontate ma, al contrario, rinforzate e continuamente aggiornate. «Il lavoro di aggiornamento è fondamentale per poter essere preparati ed informati. Sensibilizzare la società richiede questo sforzo. – ha suggerito Ciotti – Ultimamente, ad esempio, ci siamo imbattuti in una novità legata ai “Compro Oro”, quei negozi che acquistano oro e gioielli e che si stanno moltiplicando grazie al terreno fertile che la Crisi gli sta offrendo. Certo, molti sono onesti e puliti ma esistono tante di queste attività soggette a infiltrazioni da parte delle associazioni mafiose». L’opera di “Libera” è sempre fondamentale, maggiormente in un periodo in cui difendere la democrazia, la legalità e la giustizia sta diventando necessario ogni giorno, come raccontano le cronache che narrano di scioglimenti di comuni come Ventimiglia, Bordighera e Leinì. Amministrazioni del nord Italia infiltrate dalla mafia.

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