Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

Tesseramento 2025: associati per la pace

Con la campagna di tesseramento 2025, nell’ottantesimo anniversario della Liberazione dal regime fascista (1945), vogliamo concentrare l’attenzione sulla pace e su ciò che possiamo fare per contribuire ad essa, come persone e come Associazione.

L’anno che celebriamo e, nello specifico, la data del 25 aprile rappresentano il culmine della fase militare della Resistenza e l’avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti, che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica, poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione. La seconda guerra mondiale, terminata appena due anni prima della sua ultimazione, è stata la guerra più devastante e drammatica della storia dell’umanità sia per il tipo di armi con cui la si è combattuta, sia per “l’ideologia” che l’ha accompagnata, di sterminio delle razze ritenute inferiori, sia per l’entità dei danni e la devastazione di intere città e popolazioni.

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” (art. 11 della Costituzione Italiana)

Vogliamo oggi e quest’anno, con rinnovato entusiasmo, metterci in prima fila per portare avanti un messaggio di pace. “L’Italia ripudia la guerra”: non si astiene da essa, passivamente, ma la disconosce, la allontana e la rifiuta attivamente, si impegna con ogni suo mezzo a respingerla.

Citando il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, prendiamo parte attiva a quella che oggi si può continuare a chiamare “resistenza”: “La Costituzione è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la Resistenza continua.”
È la resistenza silenziosa di chi continua a credere in una società equa e si spende per garantire uno spazio di espressione prima ancora che un luogo di aggregazione, di chi promuove il dialogo e il confronto costruttivo tra realtà e persone, la resistenza di chi si impegna a diffondere cultura e cultura di pace.

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