Parte dalla regione Puglia la rivoluzione idrica

A dispetto degli impressionanti interessi econoacquamici in ballo, dei continui ed inarrestabili tentativi di privatizzazione del servizio di fornitura di un bene indispensabile per l’intera umanità, della legge 133/08 e del decreto-legge 135/09 che accelerano il processo di privatizzazione del servizio idrico integrato, della concezione politica che vuole l’acqua come un bene al servizio del mercato e che avvolge oramai quasi l’intero arco parlamentare, appena due giorni fa una parte d’Italia ha deciso di invertire bruscamente la rotta.
Una porzione di questo paese, immersa in quella regione ricca di numerosi problemi che chiamiamo Meridione o Mezzogiorno d’Italia, il 21 ottobre scorso ha dato il via a ciò che possiamo definire Prima Rivoluzione Idrica Italiana.
Una regione del sud di questo paese ha sancito un principio che rischia di scardinare la comoda e indiscutibile ideologia del “mercato privato dell’acqua”.
La Regione Puglia ha riconosciuto ufficialmente, per la prima volta in Italia, il principio “acqua bene pubblico dell’umanità”. Lo ha fatto con una delibera presentata dall’Assessore alle Opere Pubbliche Fabiano Amati ed immediatamente approvata dall’intera Giunta.
Attendiamo un commento dalla Giunta vigevanese in merito alla notizia. O chiediamo troppo?
Paolo Borea

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