Palazzetto, cattedrale nel deserto

Nonostante i buoni propositi dell’assessore Brunella Avalle risalenti  (solo) al 5 ottobre scorso, pare proprio che i vigevanesi dovranno attendere ancora molto tempo prima di poter varcare la soglia del nuovo palazzetto dello sport. Prima i guai della squadra di basket (scomparsa), poi i problemi strutturali e di messa in sicurezza dell’impianto e il no ricevuto dalle scuole all’utilizzo della palestra (troppo lontana dagli istituti scolastici) adesso a raggelare gli entusiasmi della giunta è arrivata la frenata da parte delle 4 società che si erano dette disponibili alla conduzione della struttura. Non è compito nostro indagare su quali siano i problemi emersi a seguito degli incontri tra Comune e i 4 operatori che avevano dato la loro disponibilità a gestire l’impianto. Ma, per noi, è un dovere chiedere chiarezza a questa Giunta sul perché di continui annunci sistematicamente slittati in avanti nel tempo. Ricordiamo per i meno attenti che nel 2005 (prima delle elezioni comunali) abbiamo assistito alla posa della prima pietra con grande partecipazione all’evento (compreso il commendator Colombo, buonanima, quello dei parcometri), nel 2008 è arrivato l’annuncio che l’inaugurazione sarebbe avvenuta entro l’anno (previsione errata), nel 2009 altri annunci di imminenti fantomatiche aperture, nel 2010 (di nuovo prima delle elezioni !) promessa di inaugurazione in occasione delle ultime importanti partite (due) del Vigevano basket con il disastro dei problemi legati alla messa in sicurezza dell’impianto. Siamo alle soglie del 2011 e il risultato è il seguente: tutte le promesse sono risultate vane, la squadra di basket si è “vaporizzata”. Insomma, non si vede nessuna via d’uscita a breve da questa situazione. Da quanto si apprende il nodo da sciogliere è la gestione. Comune e Provincia non intendono sborsare un euro, lasciando tutto a carico dei gestori, mentre questi chiedono una partecipazione pubblica almeno per i primi anni. Ricordiamo che in più riprese il Pool Vigevano Sport, per bocca del suo presidente Oscar Campari, aveva a più riprese affermato che “Se non interviene il Comune, almeno per i primi tre anni, non se ne esce. Impossibile gestire un simile impianto e fare utili. Nemmeno andare in pareggio è possibile”. Sordi a questi allarmi le Amministrazioni  (vecchia e nuova) sono andate avanti come rulli compressori sul percorso del “nulla sarà dovuto a chi gestirà l’impianto”. E ora si ritrovano con il cerino in mano senza sapere se e quando si risolverà il problema. Ci sorge il timore che quell’impianto diventerà la classica cattedrale nel deserto, mangiasoldi a futura memoria.
In più, il Comune proprio in questi giorni ha deliberato il pagamento dell’ultima tranche dovuta alla Provincia di 600.000 euro! Ma, ci domandiamo, se il bilancio comunale rischia il collasso dove hanno recuperato quei denari? Forse è un anticipo dei famosi quattro milioni di euro che riceveranno dalla Sca (la società che acquisterà terreni dal Comune e provvederà poi a rivenderli). Ma quei soldi non dovevano servire per interventi strutturali sulle scuole cittadine? Mah.
Ai vigevanesi, restano il danno e la beffa. Questo significa essere dalla parte della “nostra” gente?

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