No Equitalia: il filantropismo propagandistico di Sala

«Sbattere fuori dalla porta Equitalia. Appena la Legge lo ha consentito, abbiamo approvato la Delibera di Consiglio Comunale n. 53 del 14 luglio 2011». Sono parole riportate nel comunicato stampa che il Sindaco Andrea Sala ha inviato agli organi di informazione locale. “Contro Equitalia tra i primi in Italia” è il titolo del documento datato 30 aprile 2012. Più convenienza per l’ente comunale, sostiene Sala, perché se ad Equitalia spettava 11,25% della riscossione, con la nuova ditta l’aggio si abbassa al 4,84%. La riscossione coattiva è stata affidata alla Ge.Fi.L. di La Spezia, previa gara di evidenza pubblica. La Legge che ha permesso il cambio dell’agente di riscossione è la 166/2011, a tale norma si stanno adeguando diversi Comuni italiani, molti governati dalla Lega Nord. Equitalia, è giusto ricordarlo, compie la riscossione coatta di credito, affidatale dalla pubblica amministrazione nei confronti di un contribuente che non ha pagato tutto quello che avrebbe dovuto. La campagna contro Equitalia è guidata, come si diceva, dalle camice verdi in cerca di consensi che, a causa dei vertici indagati per spreco di denaro pubblico, sono in caduta libera. La motivazione principale dei sindaci leghisti anti-Equitalia, è incentrata su di un filantropismo propagandistico. Sostiene Sala nel comunicato stampa: «Il dato più importante del cambio d’agente è il rapporto con l’utenza: con Equitalia non vi era possibilità di dialogo per il cittadino, che a ragione o torto era lasciato solo con la propria cartella esattoriale da pagare. Il cittadino ha il diritto di poter dire la propria e conoscere lo stato di avanzamento delle pratiche che lo riguardano». Il cittadino può, già ora, presentare ricorso e dimostrare di essere in regola con i pagamenti; inoltre prima della riscossione coatta, un giudice accerta la reale esistenza di credito, oltre a dover garantire il diritto di replica al debitore, motivando la decisione con delle prove. Tuttavia, la principale critica mossa verso Equitalia è la disumanizzazione della riscossione, paragonata dai critici ad una vera e propria intimidazione. “Usura di Stato” è l’epiteto più utilizzato contro la società, accusata anche di non fare distinzioni tra l’evasore fiscale ed il contribuente onesto, dimentico di un pagamento per i motivi più svariati. Senza voler approfondire nel merito le lacune di Equitalia, già sottolineate in modo bipartisan (Lega Nord ma anche Movimento a cinque stelle e la trasmissione televisiva “Report”), è corretto evidenziare le boutade propagandistiche del nostro Sindaco e di chi, come lui, ha “sbattuto fuori dalla porta Equitalia”. L’ufficio relazioni Esternestampa di Equitalia, dopo la crescente lotta contro la società di riscossione, ha diffuso un comunicato in cui ricorda ai sindaci smemorati, compreso Andrea Sala di Vigevano, che «i Comuni dal 1997 hanno la facoltà di disciplinare autonomamente le forme e le modalità della riscossione delle proprie entrate. Se fino a oggi non l’hanno fatto un motivo ci sarà». Qual’è il motivo, Sindaco ed ex-assessore Sala? Inoltre, il comunicato di Equitalia rammenta che la legge 166/2011 impone «(…) ai Comuni di gestire in proprio l’attività di riscossione dal 2013 (…) I sindaci non devono disdire alcun contratto con Equitalia perché è la legge (decreto legge n. 201 del 2011) a prevedere che i comuni gestiscano da soli l’attività di riscossione dall’1 gennaio 2013. Termine che è stato prorogato dal Parlamento di un anno (inizialmente era fissato per il 1° gennaio 2012) per accogliere le richieste fatte proprio dai Comuni, anche tramite l’Anci, a più riprese (da ultimo durante l’audizione dell’Anci davanti alle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera del 9 dicembre 2011)». Sala sostiene che la scelta della sua amministrazione eviterà il peggioramento sotto il profilo sociale. Sala poteva pensarci prima o almeno evitare di vantare un merito che tale non è.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *