Lotta alla prostituzione o solo spot pubblicitari?

Era estate quando il vice-sceriffo…ehm no, vice-sindaco (ma è uguale) Andrea Ceffa avanzava dichiarazioni che avevano come destinazione la pancia dei creduloni: «Questi ultimi interventi, continuano nella strada tracciata dall’Amministrazione Comunale, volta a ristabilire il più possibile il decoro e il normale rispetto delle regole, ma hanno anche l’obiettivo, ancor più ambizioso, di riuscire ad arrivare a colpire anche chi sta dietro al traffico delittuoso, ma fortemente redditizio, della prostituzione su strada e che molto spesso lucra in modo abietto sulla “messa in schiavitù” di molte di queste donne» (La Provincia luglio 2010). Ceffa si bullava di un operazione anti-prostituzione svoltasi nelle serate di sabato 3 e domenica 4 luglio che ha portato alla sanzione di ben 11 prostitute e 2 clienti. Ebbene, le testate locali (L’Informatore e La Provincia) hanno dato la notizia come è giusto che sia ma non ci pare abbiano poi smontato i castelli di sabbia delle camicie verdi. Le operazioni di polizia avrebbero dovuto disincentivare lo sfruttamento della prostituzione ma come si sa eliminare le brutte abitudini degli italiani non è facile, la minaccia di sanzioni non sembra funzionare granché, se ne hanno esempi quotidiani: chi guida senza cintura e/o al cellulare, chi sempre in auto “dimentica” di inserire la freccia lampeggiante prima di svoltare o parcheggiare, chi non emette scontrini fiscali e chi non li richiede ed anche chi va per lucciole appunto (e non parliamo di insetti).

Come ci hanno abituato i gran capi della Lega, da Bossi a Borghezio, durante i loro folcloristici comizi segnati da sbraitate, l’importante è sottolineare che si prenderà l’impegno di sgominare i nemici del bene comune, partendo dai pesci più piccoli fino ad ascendere  ai finanziatori dell’illecito: i supremi leader del male. Decisamente non un compito facile ma probabilmente nemmeno svolto con la giusta serietà, infatti se provate a mettervi alla guida della vostra vettura (ricordatevi la cintura di sicurezza e non parlate al cellulare senza auricolare!) per percorrere le vie dove si svolse la retata del primo fine settimana di luglio, troverete ancora delle donne poche vestite impossibilmente in attesa dell’autobus dato che la fermata in quei luoghi non c’è. Vi suggeriamo di oltrepassare la Sforzesca e di giungere fino alla rotonda della Belcreda per notare come poco ha influito il fasullo pugno duro leghista, oppure viaggiare per via Pietro Nenni dove avrete altre sorprese. Non vi basta? Allora passate anche da corso Pavia e fermatevi all’altezza della rotonda che separa viale Industria da viale Commercio per avere un’ulteriore prova e poi ancora girate proprio in viale Commercio e date un’occhiata all’altezza del primo benzinaio sulla destra.

La morale della favola è quindi che non basta accanirsi sulle “schiave”, come le ha definite il vice-sindaco vigevanese, forse è addirittura inutile e demagogico ma è necessario collaborare con Carabinieri e Polizia di Stato per eliminare chi quelle donne le umilia rendendole succubi di squallidi signori che invece di dedicarsi a qualche hobby costruttivo preferiscono andare a caccia di lucciole (anche in questo caso non parliamo di insetti) facendo arricchire il mercato che si regge sullo smercio del corpo delle donne.

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