“La Nota” di Ferruccio Quaroni

logociviltpiccLa cultura della “Giunta Ologramma”

Compito di una Amministrazione Comunale dovrebbe essere quello, da un punto di vista culturale, di offrire ai cittadini opportunità di crescita, sviluppo, approfondimento e anche di svago che non ripercorrano le strade del “privato”, spesso di quello più commerciale, banale e diseducativo.
D’accordo che la politica dell’audience ha ormai invaso il modo di pensare e di comportarsi di quasi tutti, ma altri per fortuna continuano a ragionare diversamente.
Ecco allora che se bisogna dare atto che questo anno (e ci mancherebbe altro..) si è voluto ricordare con appuntamenti interessanti Lucio Mastronardi, per il resto si assiste ad uno spettacolo deprimente di vuoto e pochezza.
La Giunta-Ologramma che ha puntato sul “virtuale” per celebrare Leonardo in funzione dell’Expo milanese e delle imminenti elezioni amministrative, ha riempito la Città di paccottiglia e patrocini che la dicono lunga sulla “strategia”, i “valori” ed i riferimenti concreti dei nostri Sindaco ed Assessori.
Non passa settimana che non ci sia un raduno di qualche club o sodalizio auto-motoristico e, ciliegina sulla torta, in questi giorni fa bella mostra una iniziativa chiassosa di stuntmen all’insegna della velocità, del rischio, del pericolo, dell’esibizionismo e anche del “chissenefrega dell’ambiente: tanto possiamo consumare ed inquinare”.
Lo spessore di una Amministrazione si vede anche da queste cose: come se non bastasse una Città dominata dalle automobili e nella quale funziona solo la repressione della sosta vietata (diurna) mentre per tutti coloro che vorrebbero andare a piedi o in bicicletta diventa una impresa ardua non perire, ci si mette anche a sostenere iniziative che trasmettono, soprattutto ai più giovani, l’idea della spericolatezza e dell’azzardo.
Quel piazzale dove si esibiranno i cascatori vive solo per il bel mercato bisettimanale mentre per il resto è desolatamente inutilizzato e deserto pur essendo collocato in un’area che possiede verde e strutture (e qui si ritorna al “che fare” del Macello) che potrebbero rappresentare un valore aggiunto della nostra Città.
Ma si sa: la scelta dei nostri è stata quella di “offrire case a buon mercato” (tante, troppe, brutte e in gran parte vuote) e ogni tanto imbellettarsi con qualche manifestazione di risulta e disancorata da qualsivoglia progetto organico per Vigevano.
Dovremmo esserci abituati ma non ci rassegniamo mai a vivere male una Città con grandi potenzialità che ha vissuto altre epoche e nella quale si era iniziato un percorso di sviluppo e rilancio importante.
Pensiamo che Vigevano meriti più amore ed attenzione da donne e uomini che la sappiano governare con inventiva e competenza.

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