La ditta Bocca chiude – Lettera di Fausto

Pubblichiamo una lettera pervenuta in redazione.

“Dispiace davvero leggere che la ditta Bocca di Vigevano, dopo ottant’anni di esistenza, chiuda.
Dispiace non per il fatto in sé, ma per quei quaranta nuovi disoccupati che vanno a infoltire le fila dei senza lavoro. Quaranta piccole-grandi tragedie di altrettante persone che avevano affidato la propria vita economica e lavorativa a chi li ha traditi, a chi non ha saputo ‘restare sul mercato’, a chi non ha innovato, magari nel senso di una maggiore sostenibilità. Di quale mercato stiamo parlando? Fondamentalmente di quello delle cave (ma anche dei catrami, dell’asfalto…), di un mercato dell’ambiente e del territorio, patrimonio di tutti, devastato per il profitto di pochi. In questo senso (e solo in questo senso) non mi dispiace che in Lomellina vi sia un cavatore in meno, così come non dispiace che chiudano quelle imprese edili che hanno devastato e imbruttito, con l’appoggio politico, la nostra città ducale.
Ora, oltre ai tanti disoccupati, ci ritroviamo con una città piena di brutte case vuote e decine di ettari di bosco distrutto dalla ditta Bocca in una zona potenzialmente utile a tutti i Vigevanesi. Chi rimborserà la città di questi scempi ambientali? Che intenzioni ha l’amministrazione comunale circa la destinazione dell’area Bocca? L’augurio è che prevalga il buon senso, a favore di tutti i Vigevanesi.

Fausto Pistoja

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