In Italia il lavoro non retribuito è donna

L’ultimo rapporto sociale annuale dell’Ocse, Society at a Glance, conferma la difficile situazione lavorativa delle donne: solo il 46,6% lavora, contro l’80% della Norvegia. Peggio dell’Italia, in tal senso, si colloca solo la Turchia, con il 24%.

Dal rapporto, però, emerge anche un altro dato: la disparità di oneri per quanto riguarda il lavoro non retribuito. Se in Danimarca c’è quasi l’esatta parità fra i sessi, in Italia la donna continua a essere l’angelo del focolare. Principalmente su di lei ricade infatti la maggior fetta di lavoro non retribuito, come la pulizia della casa, le faccende domestiche, l’assistenza e via dicendo.

Le donne italiane lavorano 3 ore e 40 minuti al giorno in più rispetto agli uomini: la più ampia disparità di genere dopo India, Messico, Turchia e Portogallo. In media nei Paesi OCSE, le donne consacrano “solo” 2 ore e mezza al giorno in più rispetto agli uomini al lavoro non retribuito.

Dalla classifica emergono però altri dati.

Il 59% degli italiani cucina o pulisce ogni giorno, collocandosi così al di sotto della media OCSE del 64%. Tuttavia, gli Italiani che cucinano o puliscono lo fanno in misura maggiore, 1ora e 39 minuti, rispetto alla media OCSE di 1 ora e 24 minuti. La percentuale italiana è la quinta più elevata in seno all’OCSE, dopo Turchia, Portogallo, Messico e Giappone.

Meno del 58%, quarta percentuale più bassa dell’OCSE, degli Italiani in età lavorativa occupa un impiego e ciò e dovuto in parte alla scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La media OCSE si assesta al 66%.

 

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