Il clan Valle sempre attivo nel milanese

Il primo luglio a Milano si è conclusa la maxi-operazione contro il clan De Stefano. Un blitz della polizia ha portato all’arresto di 15
persone nel capoluogo lombardo. Il clan, secondo l’accusa, “usurava sistematicamente imprenditori che si trovavano in difficoltà. Sono
stati sequestrati beni per otto milioni di euro. Le accuse contestate dalla DDA di Milano vanno dall’associazione a delinquere di stampo
mafioso all’usura e intestazione fittizia di beni. I De Stefano, operanti a Milano dagli anni ’70, sono attivi proprio nell’usura,
nelle acquisizioni di beni immobili e società poi intestate a prestanome.
Torna nelle cronache con questo blitz un’antica conoscenza delle mafie lombarde: il clan Valle, attivo soprattutto verso la fine degli anni
’80 e inizio ’90 nelle zone tra Pavia, la città di Vigevano e Novara, era, e a quanto pare lo è ancora, dedito all’usura. Il primo processo
al clan Valle si celebrò nei primi anni ’90, in seguito alle denuncie dell’imprenditrice vigevanese Grazia Trotti, vittima della ‘ndrina
calabrese.
Nell’ordinanza d’arresto emessa per i fatti più recenti a Milano si legge che Francesco Valle (già condannato a 9 anni nel processo di
Vigevano del 1993) contattò l’imprenditore Adolfo Mandelli, “per avvisarlo di aver ottenuto dal Comune di Pero le licenze” per aprire
le attivita’ ”in quanto in quella zona il Comune, in virtu’ del prossimo Expo, aveva intenzione di riqualificare l’area”. Il gip
precisa nell’ordinanza “tutto questo è avvenuto (…) anche grazie all’amicizia con Davide Valia, assessore comunale di Pero, il quale
compare anche in una delle intercettazioni citate dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare: “Minchia, meglio di Davide che
è’ a Pero… Cosa dobbiamo avere”. Il clan con l’aiuto di Man0delli e Valia avrebbe aperto, da come si legge sempre dall’ordinanza del gip
Giuseppe Gennari, “un mini casinò, una discoteca e anche attività di ristorazione” nel comune di Pero (Milano) nell’ambito di un progetto
di riqualificazione di quelle aree ”in virtù del prossimo Expo”, grazie ”all’interessamento” dell’assessore comunale di Pero Davide
Valia. Inoltre i Valle sarebbero i proprietari del ristorante di Cisliano “La Masseria”. All’apparenza un semplice luogo di
ristorazione, in realtà il bunker dove il clan avrebbe “strozzato” circa una ventina di imprenditori, usando anche metodi violenti e
intimidatori Nel ristorante Francesco Valle riceveva i debitori e decideva con i figli Fortunato e Angela (già condannati nel processo
di Vigevano rispettavamente a 9 anni e tre mesi e 7 mesi) le “strategie imprenditoriali del sodalizio”.

(La parte evidenziata, se il ddl Alfano fosse legge, non avremmo potuto scriverla e voi non avreste potuto sapere).

Luca Rinaldi
http://lucarinaldi.blogspot.com

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