Il cancello della sconfitta – La “Nota” di Ferruccio Quaroni

nota_cancelloDa qualche giorno all’ingresso dello scalone che porta al Castello si é materializzata una orrenda cancellata:
l’ennesimo scempio perpetrato da una “classe politica” (usiamo volutamente un termine che non piace ma che rende l’idea) che pensa di essere intoccabile ed immortale e che vuole perpetuarsi tra pochi mesi con personaggi, se possibile, peggiori di quelli attuali.
Quella brutta ferraglia messa per “difendere il castello dai vandali” (e che i turisti numerosi che verranno a Vigevano ammireranno nei prossimi decenni) è il segno di una duplice sconfitta: dei politici (tutti) e di una Città avvilita e che ha smesso quasi totalmente di pensare, progettare, sognare…
Ma quali sogni! Gli incubi ci meritiamo: la Città che non ha capito Mastronardi e se lo è levato di torno, l’opulenta Vigevano che ha costruito il suo “miracolo” (finito da un pezzo) sul sudore di stirpi di emigranti ma che ha anche edificato la sua maledizione di paesone senza identità e schiava di poteri esterni, la Città che quando ha avuto qualche sprazzo di genialità l’ha spesso soffocato in culla, ora edifica una ipocrita “barriera” di difesa verso se stessa.
Chi sono i vandali, Sindaco Cotta, Assessore Loria, Assessor-regista Poleo? (citiamo chi ha una “responsabilità ” piu’ diretta). Non sono forse figli vostri, nostri, ragazzi senza punti di riferimento validi e costruttivi ai quali si offre solo una proliferazione di rumorosi, vacui e costosi locali a ridosso della Piazza dove bere, sballarsi e perdere tempo?
Puo’ anche darsi che i “vandali” siano quelli che non possono permettersi una birra e sfogano il loro malessere con l’idiozia frutto dell’abbandono e del vuoto in cui stanno crescendo. Nulla li giustifica, sia ben chiaro, ma appellarsi ai “vandali” cioè ai barbari, ai “diversi da noi” che sono poi emanazione della nostra incapacità, è sempre consolatorio, autogiustificativo ed assolutorio.
Questo e solo questo sanno fare i politici della Vigevano di oggi: curarsi del potere, sistemarsi il posteriore su qualche bella poltrona, contare le tessere, distribuire prebende, brandire l’arma della paura dei “diversi da noi”.
Queste ultime due cose solo il centro-destra, il resto, purtroppo, anche chi dovrebbe rappresentare una alternativa. E allora chiudiamo i “barbari” fuori dal Castello! Fortifichiamo, sbarriamo, telesorvegliamo, monitoriamo, espelliamo…
Perché invece, per i giovani di questa Città, non pensare di rilanciare il “Fateci Spazio”, trovare nuovi luoghi per la loro espressività (da fare crescere ed educare) ad esempio all’ex Macello, dare vita ad attività aggregative e culturali tutto l’anno che siano una alternativa allo starsene al bar e favoriscano l’incontro, il confronto e la crescita civile?
Lo sappiamo che è un sogno e che qui ci si propinano solo incubi, strafottenti facce di politici certi di restare in sella per sempre, arroganza amministrativa e vuoto di idee…
Cancelli, appunto… 20 anni dopo la caduta del Muro di Berlino.

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