Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

Grazie per tutto

Si è spento nella notte tra giovedì e venerdì Don Giuseppe Bressanelli. Vogliamo ricordarlo con stima ed affetto, come testimone infaticabile non solo della fede ma anche della volontà di creare una rete culturale e sociale a Vigevano.

L’incontro con Don Giuseppe è avvenuto proprio nel marzo del 2003, vent’anni esatti or sono, quando, allora parroco della Parrocchia B.V. Immacolata di Vigevano, stava per concludere il rapporto con la società che aveva gestito il Cinema Odeon per dieci anni. Nasce in questo contesto l’idea di una collaborazione con l’Associazione culturale La Barriera, dettato dalla reciproca necessità e dalla visione straordinaria di una possibile collaborazione tra la realtà parrocchiale e la realtà associativa: l’intento è stato chiaro fin dall’inizio; quello di voler creare una vera e propria “sala della comunità”, dove tutti, studenti, anziani, credenti, non credenti, cittadini di qualunque estrazione e pensiero potessero incontrarsi e instaurare un dialogo costruttivo, fondato sui principi cardine della tolleranza, della conoscenza e dell’apertura al prossimo.

Diceva don Bressanelli in un’intervista rilasciata al mensile della Barriera: “precisiamo che non si tratta della sola volontà di tenere aperto il cinema. SI vuole dare prima di tutto un contributo sociale garantendo ancora a Vigevano la possibilità di fruire di una sala cinematografica. Il cinematografo è uno strumento culturale moderno che può offrire occasioni di crescita per ciascuno”.

Questa sua visione così sentitamente collettiva e quest’occhio di riguardo alla società, ha fatto di Don Giuseppe non solo l’ideatore e il promotore di questa collaborazione con la Parrocchia che continua ancora oggi, ma anche un riferimento stabile per noi dell’associazione e per gli amici e i frequentatori del cinemateatro Odeon. Lo vogliamo salutare e ringraziare citando ancora una volta la sue parole, che continueranno per noi ad essere un suo delicato e affettuoso ricordo, ma anche una luce sul sentiero che dobbiamo e vogliamo ancora percorrere: “aprire alla comunità, al territorio, e quindi alle varie esperienze e realtà che lo vivono l’opportunità di avere un luogo in cui incontrarsi, vivere momenti di confronto, di crescita culturale.”