Giovedì 19 Novembre: “Ti amerò sempre”

persempreUna storia di donne, sulle donne, dalle atmosfere malinconiche e rarefatte

Sono 15 anni che Juliette non ha alcun contatto con la sua famiglia che l’ha ripudiata dopo la condanna per omicidio. Uscita finalmente di prigione viene ospitata dalla sorella minore Léa che vive a Nancy con il marito, le due bambine adottive e il suocero malato, e con la quale Juliette ha sempre avuto un rapporto molto bello. Il ritorno alla vita però non è facile, tutti le fanno domande sul suo passato e tentano di capire il perché di quel gesto orribile, ma Juliette ha costruito un muro troppo alto intorno a sé e niente sembra più scalfirla. L’affetto di sua sorella e delle sue nipotine la riporterà lentamente a contatto con la realtà e con un mondo che per troppo tempo è andato avanti benissimo anche senza di lei. Il dilemma rimane, come può una donna così dolce e premurosa aver commesso un reato così orribile?

Philippe Claudel, uno dei più celebri e apprezzati scrittori francesi contemporanei, grande appassionato di pittura e di cinema, fa il suo esordio dietro la macchina da presa presentando il suo primo film in concorso alla 58ma Berlinale. Ti amerò sempre è una storia di donne, sulle donne, sulla loro forza interiore, sulla loro capacità di ricostruirsi e di rinascere anche dopo eventi tragici come quello che accade alla protagonista del film, interpretato da un’efficace Christine Scott-Thomas.
Claudel segue giorno dopo giorno il processo di ritorno alla normalità di una donna quasi aliena, che apprende con indifferenza della morte del padre e dell’Alzheimer in stadio avanzato della madre e, quel che è peggio, non sembra vergognarsi affatto del crimine che ha commesso.
I dialoghi sono rarefatti, i silenzi quasi necessari. Le atmosfere molto malinconiche lasciano spesso il posto a qualche perla di umorismo (la più divertente riguarda niente meno che il cinema di Rohmer) e conducono verso un finale risolutore (narrativamente un po’ forzato) che fa finalmente luce sul passato della protagonista. Un buon esordio, anche frutto dell’intelligenza di Claudel, sempre equilibrato e attento a non strafare.

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