Controlli serrati o campagna demagogica?

Era il 25 maggio quando, dall’ufficio stampa del sindaco, giunse un comunicato quantomeno fazioso. Ordinanza n. 18/2012; oggetto: SOSPENSIONE ATTIVITÀ DI VENDITA GENERI ALIMENTARI VIA CARROBBIO 9/7. Fin qui nulla da ridire, senonché la sospensione coatta  grava nientemeno che sul signor Nguessan Jean Jacques Mathurin, nato a Dabou (Costa D’Avorio). Ora, fornire su un piatto d’argento, a giornali che hanno capacità critica, una notizia del genere è manovra disattenta. Il signor Nguessan è risultato colpevole, ricordiamo per dovere di cronaca, di possedere generi alimentari con data di scadenza anteriore alla data del controllo, oltre ad avere nella sua attività altri prodotti non riportanti l’indicazione della data di scadenza sul prodotto stesso. Il signor Nguessan è in torto, non sorgono dubbi. Giusto è, che per i motivi anzidetti, si prendano provvedimenti di salvaguardia dell’incolumità e dell’igiene pubblica. Non ricordiamo però che siano giunti in redazione altri comunicati stampa sul genere. Nessun “signor Rossi” è mai stato punito o, peggio ancora, controllato? Rendere pubblico attraverso i media locali che l’ASL e l’amministrazione comunale hanno svolto il proprio dovere, non ricorda un bambino che fiero della sua scoperta corre da mamma e papà gridando: «Guarda io!»? Strano che le capillari indagini di Sindaco & co. non riescano a frenare lo spargimento di sangue degli ultimi mesi, vittima recente la 25enne Amalia Murgu, ragazza schiava del racket della prostituzione. Eppure il vicesindaco Andrea Ceffa vantava controlli serrati per impedire la prostituzione ma l’ordine pubblico, si sa, non è onere del Comune, solo strumento utile per accaparrare voti in campagna elettorale.

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