Civiltà Vigevanese: “La rinascita è possibile”

Siamo agli sgoccioli di una lunga campagna elettorale, che Civiltà Vigevanese ha contribuito a movimentare e rendere meno sterile. Domenica e lunedì gli elettori saranno chiamati alle urne per scegliere chi li dovrà amministrare per i prossimi cinque anni. Come di consueto ogni partito cercherà di “sparare” l’ultimo colpo presentando un big nazionale. Qualcuno l’ha già fatto, altri si stanno attrezzando. Civiltà Vigevanese, forza civica locale, non ha nessuno da precettare e si affida, come sempre, alla grande volontà partecipativa dei suoi militanti e dei suoi volontari. Così venerdì 26 marzo scenderanno in campo, meglio agli angoli delle strade, nelle piazze, agli incroci, un centinaio di attivisti per l’ultimo appello al voto, al voto utile. Il traguardo è vicino, possiamo farcela. Un ultimo piccolo sforzo e potremo rialzare la testa e far ritornare Vigevano all’altezza della sua tradizione e della sua storia.

Civiltà Vigevanese, è sempre bene ribadirlo, rappresenta la vera, l’unica novità nel panorama politico cittadino. In poco più di un anno, infatti, ha saputo mobilitare e unire anime e risorse fra le più disparate (Verdi, amici di Grillo, Socialisti, i cattolici di Alleanza per l’Italia) che si sono ritrovati sotto la bandiera di un programma condiviso e partecipato. Segno che, quando c’è la volontà e i programmi, le idee contano più degli uomini, degli schieramenti politici e delle ideologie. in tutto questo sta la forza di Civiltà Vigevanese: il programma largamente condiviso.

«Ci siamo trovati ad affrontare una campagna elettorale perlomeno atipica – afferma Carlo Santagostino, candidato Sindaco di Civiltà Vigevanese – dove si affrontano forze politiche potenti che hanno governato insieme per dieci anni e che ora si presentano divise e si criticano a vicenda, anziché valorizzare il loro programma, dandosi reciprocamente degli incapaci. E hanno la sfacciataggine di chiedere la fiducia dei cittadini per cambiare il governo della città. È singolare, inoltre, che ministri della Repubblica vengano a Vigevano affermando che i soldi da investire ci sono se vincerà una determinata parte politica. Questo è anticostituzionale. Le risorse si devono concedere indipendentemente dal colore della Giunta in carica. Chi governa lo fa in nome dell’intera popolazione e deve interpretare le esigenze di tutta la città. Noi lo faremo, se saremo chiamati a governare. Siamo cittadini vigevanesi ma non continuiamo a ripetere “la nostra gente”. Queste persone non le abbiamo comprate, ci limitiamo a interpretare le loro esigenze. Abbiamo un progetto ben preciso: ridare al Municipio la sua funzione pubblica, deve ritornare ad essere il luogo dove si fa sintesi e si governano tutti quei processi produttivi e sociali che ci possono far uscire da questa lunga crisi. Dobbiamo ridare la speranza a questa città che, dopo dieci anni di governo conservatore, ci ha consegnato una Vigevano morta. Civiltà Vigevanese ha la forza e le capacità per lanciare un progetto di rinascita e recuperare uno sviluppo sociale, economico e produttivo, coinvolgendo in questo patto le componenti imprenditoriali, sindacali e amministrative».

Possiamo farcela. La rinascita di Vigevano è possibile.

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