BANDO ASSEGNAZIONE CASE DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA: INTERPELLANZA DI CIVILTA’ VIGEVANESE

Come si legge dall’interpellanza, la Giunta di Vigevano va ben oltre quanto previsto dalla Giunta regionale. Per fare domanda di “alloggio popolare” non basta risiedere in Lombardia da 5 anni. No. Chi vuole una casa deve risiedere proprio a Vigevano! Questo è un eccesso non contemplato dalla legge. Gli alloggi si costruiscono anche con fondi regionali non certo con solo risorse locali!
È come dire che se un povero è nato e cresciuto in Lomellina e solo da 59 mesi risiede a Vigevano non ha diritto a presentare domanda per una casa!
Inoltre, i cittadini che ne hanno bisogno come devono comportarsi per presentare la domanda nel modo corretto? Dove devono recarsi?
Presso l’ufficio casa del Comune, lo sportello unico, i servizi sociali?
Troppo facile! Devono andare in un centro Caaf, ritirare gli appositi moduli e ritornare in Comune per farsi rilasciare ulteriori documenti, quindi ritornare al Caaf e completare la domanda. A questo punto il Caaf raccoglie tutte le domande e le riporta in Comune. Non c’è che dire una bella semplificazione, oltre che una persecuzione non certa degna di un Paese civile! Persecuzione atta a colpire unicamente gli extracomunitari. Quelli in regola. Perché chi vive in una casa senza contratto, in nero, non viene disturbato per nulla e, oltretutto, non dovrà sborsare neppure una lira. Infatti il rilascio dei vari documenti ha un costo che graveranno sulla famiglia. Vergogna!

Al presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco di Vigevano

I sottoscritti consiglieri comunale del movimento d’Impegno Civico Civiltà Vigevanese, presa visione della delibera della Giunta Comunale n 219 del 25/11/2010 con la quale sono stati approvati “Indirizzi per l’indizione del 7° bando di concorso, per l’assegnazione degl’alloggi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi dell’art. 6 , del Regolamento Regionale del 10 febbraio 2004, n 1 e successive modifiche ed integrazioni.. Periodo 01-31-dicembre 2010” e dei relativi allegati;
rilevato che dalla lettura dei documenti di cui al punto precedente emergono alcuni aspetti controversi e precisamente:
–         nella delibera, in premessa, al quinto capoverso si cita la L.R. 8/2/205, n 7 , abrogata dalla Legge Regionale 4 dicembre 2009, n 27 “ Teso Unico dell’edilizia residenziale pubblica”;
–         comunque il citato capoverso fa riferimento al requisito della residenza in Regione Lombardia;
–         il bando integrale, allegato alla suddetta deliberazione (al punto 1 punto 3 , lett. A ) riporta invece che gli alloggi vengono assegnati “ai residenti e a coloro che prestano la propria attività lavorativa esclusiva o principale nel Comune”

Considerato la palese contraddizione tra delibera e bando allegato e che inoltre il Testo Unico dell’edilizia residenziale pubblica, di cui alla Legge Regionale 4 dicembre 2009, n 27, all’art. 28, comma 1, testualmente recita
“ … i richiedenti devono avere la residenza o svolgere attività lavorativa in Regione Lombardia da almeno cinque anni per il periodo immediatamente precedente alla data di presentazione della domanda …”.

Ritenuta tale discordanza fondamentale ai fini dell’accettazione di eventuali domande di residenti a Vigevano di meno di cinque anni e al fine di evitare pericolosi contenziosi;

INTERROGANO

L’Assessore delegato nel merito della questione e per quale motivo la Giunta Comunale non rispetti le norme previste in materia dalla Regione Lombardia e sopra indicate;
Chiedono inoltre se sia corretto far presentare, per il tramite dei CAAF, ai richiedenti l’assegnazione di alloggio ERP, documenti e certificazioni relativi a dati, anche anagrafici, ed informazioni in possesso del Comune di Vigevano, in contrasto con la vigente normativa in materia di semplificazione amministrativa e con quanto previsto all’art. 10 – dati da dichiarare e modulistica – del Testo Unico sopra richiamato.
Si desidera risposta nel primo Consiglio utile

I Consiglieri Comunali
Carlo Pizzi
Fiorella Valvo
Carlo Santagostino

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