Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

Tanto vale divertirsi

spettacolo teatrale della Compagnia Uno e Trio

Giovedì

29

Gennaio

21.00

BIGLIETTI €10,00
PER INFORMAZIONI: Compagnia Uno e Trio 340 3395131 / mail: unoetrio@gmail.com
I biglietti sono prenotabili contattando l’Associazione La Barriera
Si tratta di uno spettacolo, “Tanto vale divertirsi”, dal forte impatto emotivo e civile, ispirato a un episodio poco noto ma straordinariamente simbolico della Seconda Guerra Mondiale: la storia dei comici, ebrei e oppositori politici, internati nel campo di transito di Westerbork, in Olanda. Questi artisti, tra i più noti della scena mitteleuropea dell’epoca, furono costretti a esibirsi in spettacoli di cabaret per intrattenere i loro carcerieri. In un contesto di atroce disumanità, una risata poteva significare, letteralmente, la salvezza. Lo spettacolo adotta un linguaggio originale e spiazzante: racconta una tragedia attraverso i codici della commedia, seguendo la linea narrativa e poetica di capolavori cinematografici come Train de vie e La vita è bella. Una scelta stilistica coraggiosa, ma necessaria, per restituire la complessità del tema e rinnovare lo sguardo sulla Memoria. Lo spettacolo, dal debutto ad oggi, ha riscosso grande successo di pubblico e critica, ed è attualmente in tournée nei principali teatri italiani. L’opera è vincitrice del Premio Giacomo Matteotti 2025 istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e sarà rappresentata anche presso il Museo della Risiera di San Sabba a Trieste, unico lager presente sul territorio italiano, a Gennaio 2026.  

Dichiara Nirchio, autore del testo vincitore del premio Matteotti 2025: “Tanto Vale Divertirsi è il racconto della Parola che si prende la sua rivincita sulla Morte. È una parabola antica ma tragicamente attuale. Ma la scommessa più grande era quella di vestire questo eroismo della Poesia con la veste umile eppure nobile della Commedia: uno strumento potente quanto popolare che restituisce la Parola come diritto dovuto a tutti gli oppressi. Lo spettacolo, – per scelta condivisa e naturale con i suoi tre committenti, produttori e interpreti – al termine di ogni replica restituisce la parola al pubblico (anagraficamente piccolo o grande) per rinnovare questo diritto a partire dal rito del teatro, dal suo richiamo al senso di comunità e al suo valore reciprocamente educante. Come, forse, sarebbe piaciuto a Matteotti.”

Aggiunge Antonella Carone, co-fondatrice della Compagnia UNO&Trio:  “Questo premio giunge felicemente inaspettato: raccontare una delle più grandi tragedie dell’umanità col linguaggio della commedia poteva sembrare ardito, quasi blasfemo. Abbiamo creduto in quest’operazione coraggiosa, ritenendola necessaria anche a rinnovare lo sguardo su determinati temi. L’abbiamo autoprodotta e autofinanziata totalmente, avendo dalla nostra solo il coraggio delle idee e il sostegno di un autore sensibile come Damiano Nirchio, insieme a quello di tanti altri professionisti del teatro che hanno accolto la nostra sfida. In questi anni di tournée, da sud a nord, il pubblico ci ha gratificato di quel coraggio; adesso, il Premio “Giacomo Matteotti” arriva come un riconoscimento istituzionale al valore civile e culturale di un’ opera che si inserisce nella tradizione di un teatro capace di interrogare il presente attraverso la memoria e di difendere con l’Arte quei diritti che non possono mai essere dati per scontati.”