Totone, 18 anni, passa la maggior parte del tempo a bere birre e a fare baldoria nella regione del Giura con il suo gruppo di amici. Ma la realtà lo raggiunge: deve prendersi cura della sorella di 7 anni e trovare un modo per guadagnarsi da vivere. Si mette quindi alla ricerca del miglior formaggio Comté della regione, quello che gli farà vincere la medaglia d’oro al concorso agricolo e 30.000 euro.
Regia: Louise Courvoisier
Attori: Clément Faveau, Luna Garret, Maiwene Barthelemy, Dimitry Baudry
Sceneggiatura: Louise Courvoisier, Théo Abadie
Altri titoli: Holy Cow
Durata: 90
Paese: Francia
Produzione: MURIEL MEYNARD
Distribuzione: MOVIES INSPIRED
Il cuore dell’opera prima della trentenne Louise Courvoisier batte nel titolo originale, Vingt Dieux, espressione traducibile con la nostrana “santo Cielo”, e ancor di più nella sua versione internazionale, Holy Cow, ovvero “porca vacca”. Che è un’imprecazione ormai buffa, perfino gentile, che somiglia ai personaggi di questo solare e rurale racconto di formazione. E che somiglia al volto impunito del biondo Totone, un diciottenne spiantato che ammazza le giornate tra sagre e birre, baci rubati e scazzottate, chiamato improvvisamente alle responsabilità quando deve prendersi cura della sorellina di sette anni. Costretto a guadagnare qualcosa e trovandosi nella Giura, regione agricola non particolarmente frizzante, Totone decide di produrre il miglior formaggio Comté locale (la vacca, appunto, figura peraltro essenziale nella commedia francese) per partecipare a un concorso che mette in palio una medaglia d’oro e trentamila euro. Un esordio promettente e antiretorico per Courvoisier, premiato a Cannes 2024 con il Prix de la jeunesse de la section Un certain regard, con il Prix Jean-Vigo (assegnato a film “indipendenti nello spirito e originali nello stile”) e con il César e il Lumière per l’opera prima.
