Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

SOTTO LE FOGLIE 25 Settembre – La prossimità tra varietà di funghi commestibili e letali diventa per Ozon il sintomo perfetto dell’ambiguità dei suoi personaggi

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

La premurosa nonna Michelle vive la sua tranquilla pensione in un piccolo villaggio della Borgogna, vicino alla migliore amica Marie-Claude. Michelle non vede l’ora di trascorrere l’estate con il nipote Lucas, ma quando sua figlia Valérie e Lucas arrivano a casa le cose iniziano a prendere una strana piega e nulla sembra andare per il verso giusto: Valérie mangia dei funghi velenosi raccolti da Michelle e il ritorno di Vincent, il figlio di Marie-Claude appena uscito di prigione, sembra sconvolgere ulteriormente gli equilibri…

Sotto le foglie si iscrive perfettamente nella poetica filmica di Ozon perché è parte di un cinema fluido, caratterizzato dalla mutevolezza costante delle forme, tanto dei personaggi quanto dei generi che il lungometraggio attraversa. Per quanto riguarda i primi, le identità dei protagonisti mutano costantemente lungo tutto il film: in particolare quando vengono messi a contatto con la morte, reale o metaforica, subiscono e sperimentano una rinascita identitaria cambiando letteralmente pelle. Il pensionamento delle due donne anziane coincide con il decesso simbolico della loro identità lavorativa precedente, cosa che permette loro di divenire nonne e madri amorevoli, mentre Vincent, il figlio di Marie-Claude, esce di prigione e diventa un onesto barista. A mutare sono in particolare le identità definite socialmente, attraverso un profondo cambiamento dei ruoli archetipici di parentela al di fuori dei codici tradizionalmente imposti: le due anziane diventano sorelle elettive aiutandosi a vicenda; dopo la morte di Valérie, la figlia di Michelle, Vincent viene simbolicamente adottato da quest’ultima e diventa una sorta di figura paterna di Lucas; infine, la nonna di questi sperimenta una seconda maternità allevando il nipote. Come è tipico in Ozon, l’unica figura parentale ad essere estromessa perché deteriore o assenteista è quella del padre, come accade nel caso di Lucas e dei figli delle due ex prostitute. Non a caso, l’unica figura paterna ritratta in modo positivo è quella di Vincent, padre non biologico e che solo nella parte terminale del film viene presentato sotto questa luce. La natura obliqua e fluida del film stesso, invece, si attua nel genere invece che nella regia, essendo quest’ultima posta a servizio della trama, invisibile e nascosta sia nei movimenti di macchina, finalizzati all’esaltazione della messa in scena e della recitazione attoriale, quanto nel montaggio trasparente come anche nella fotografia naturalistica.