La facoltosa famiglia Mariani, composta dai genitori Edoardo e Giovanna e dai tre figli un po’ “spocchiosi” e viziati, Giacomo, Emma e Lidia, si ritrova improvvisamente sull’orlo del fallimento a causa di un investimento sbagliato. I genitori cercano di nascondere ai figli la spiacevole situazione, ma presto tutto precipita. Senza più un soldo, privati di ogni privilegio e abbandonati dai loro ricchi amici, i Mariani sono costretti a trasferirsi dalla loro lussuosa villa ad un umile sottoscala in un quartiere degradato. Quando tutto sembra vacillare, Ottavio, un ex compagno di liceo di Edoardo perso di vista ormai da anni, e la sua famiglia, si rivelano gli unici disposti ad aiutarli senza chiedere nulla in cambio. Nella nuova situazione di indigenza, i Mariani iniziano a scoprire ciò che conta davvero nella vita.
Regia: Fabrizio Maria Cortese
Attori: Paolo Ruffini, Ricky Memphis, Ilaria Spada, Maria Grazia Cucinotta, Ricky Tognazzi
Sceneggiatura: Federico Moccia, Fabrizio Maria Cortese
Scenografia: Nino Formica
Paese: Italia
Durata: 100
Produzione: ORANGE MEDIA, RAI CINEMA
Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT
Di commedie in cui il protagonista o i protagonisti passano da una situazione di grande agiatezza ad una che li sprofonda nella povertà o, come ricorda la figlia più piccola di Edoardo, finiscono sul lastrico, il cinema italiano è ricco. Quindi ci si potrebbe legittimamente chiedere perché scriverne e produrne ancora un’altra che fa subodorare l’happy end da metà film in avanti. La risposta può stare, e avere la giustificazione per una visione, nella scelta degli interpreti. Sono tutti al posto giusto. Paolo Ruffini ci propone un Edoardo capace di arroganza e disprezzo ma anche disposto ad abbassare lo sguardo, pur senza mai umiliarsi del tutto, nel momento della difficoltà. Ricky Memphis dimostra, anche se non ha più bisogno di dimostrare nulla, di potersi calare nei panni di un uomo che sa essere gentile e disponibile verso chi si trova in difficoltà. Maria Grazia Cucinotta è assolutamente credibile nei panni dell’ex liceale che ora fa la ‘bidella’ (come viene definita con toni supponenti da chi crede di stare in alto e non sa cosa l’attende) mentre Ilaria Spada sa passare dal ruolo di benestante snob (con la passione per le scommesse sui cavalli) a persona che è pronta a ripartire da zero. Anche tutti i giovani impegnati nei ruoli dei quattro figli offrono credibilità al mutare delle situazioni e dei rapporti. Così come Ricky Tognazzi è perfetto nel quasi cameo role del faccendiere. Lo script risulta efficace soprattutto nel momento in cui descrive il passaggio da uno status sociale all’altro riuscendo a cogliere le diverse sfumature negli atteggiamenti mettendo a confronto due modi di vivere e di considerare il prossimo.
