Vaiana e Maui si riuniscono, dopo tre anni, per un nuovo grande viaggio insieme a un gruppo di improbabili navigatori. Dopo aver ricevuto un inaspettato richiamo dai suoi antenati, Vaiana deve viaggiare verso i lontani mari dell’Oceania e in acque pericolose e dimenticate per un’avventura diversa da qualsiasi cosa abbia mai affrontato. A otto anni di distanza dal capitolo precedente, la ragazza è chiamata a un compito di grade importanza: navigatrice riconosciuta anche dal suo popolo, ha la stoffa per diventare una leader e dunque i suoi antenati pensano bene di apparirle in una visione, per spingerla a trovare l’isola nascosta Motufetu, che un tempo metteva in comunicazione tutti i popoli dell’oceano, in modo da spezzare la maledizione del dio Nalo. Per l’impresa le serve non solo un’imbarcazione all’altezza, ma anche un equipaggio: così, a vecchie conoscenze come il pollo Hei Hei e il maialino Pua, si aggiungono anche Loto, che progetta imbarcazioni, Kele, agricoltore, e Moni, forte e bravo nel disegno (nonché grande fan del semidio Maui). Tutti insieme solcano il mare con fiducia. Ma non sarà un viaggio facile.
Il sequel del fortunato film d’animazione del 2016, ci riporta nel fantastico e divertente mondo dell’eroina Vaiana (Moana nell’originale) che, ormai maggiorenne, ha su di sé ancora una volta il peso del mondo da salvare. “L’oceano non è ciò che ci separa, ma ciò che ci unisce” potrebbe essere la trama, in estrema sintesi, a mo’ di slogan, di questo sequel del fortunato Oceania che, in buona parte del resto del mondo, si chiama Moana. La missione di Vaiana è ovviamente più grande di lei e consiste nel creare una connessione tra i popoli delle Isole del Pacifico. Diventata ormai una leader nel suo villaggio e avendo trovato il suo posto nel mondo – una posizione sottolineata dall’animazione del personaggio che ora cammina con i piedi ben piantati per terra e non più sulle punte- è in qualche modo costretta ad avventurarsi per capire se esistono altre forme umane oltre a quelle della propria isola. Una proiezione marina che fa il paio con quella delle stelle in cui noi umani siamo alla ricerca di nuove forme di vita. È qui sta tutto il paradosso, non solo della nostra epoca attuale, con l’essere umano proteso verso lo sconosciuto, la conoscenza e la scoperta del nuovo – insomma il futuro! – sempre però frustrato dai sentimenti innati di conservazione e di paura dell’altro.
