Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

MARIA 6, 7 e 9 Marzo – Il lento incedere verso la morte passa attraverso un ritorno alla vita

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

Ambientato nel 1977, Maria inizia proprio con la morte della Callas, il 16 settembre, nel suo appartamento parigino. Si tornerà lì, alla fine, ma prima assisteremo agli ultimi giorni del grande soprano: isolata dal mondo esterno, accudita dai fedeli Ferruccio e Bruna (i nostri Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher), maggiordomo che ogni giorno è costretto a spostare il pianoforte a seconda degli umori di lei, domestica che oltre a cucinare e a tenere in ordine la casa è chiamata anche a giudicare le esibizioni canore di quella voce non più perfetta come un tempo. Maria (Angelina Jolie nel ruolo della sua vita) non mangia da giorni, si imbottisce di Mandrax (potente antidepressivo), non si esibisce ormai da anni, ma non si rassegna all’idea di non poter cantare più.

Chissà se quella di Pablo Larraín ha sempre voluto essere una trilogia, o se i suoi ritratti di icone femminili del ventesimo secolo – colte sul precipizio della tragedia in una perenne lotta tra identità e aspettative esterne – si sono semplicemente affastellati uno sull’altro come dei bellissimi misteri insolubili. Fatto sta che, dopo aver visitato Jacqueline Kennedy nei drammatici momenti successivi all’assassinio del presidente suo marito, e Diana Spencer prigioniera in una casa degli orrori reali, il regista cileno aggiunge un’artista al gruppo narrando con eleganza e riserbo degli ultimi giorni di una Maria Callas brillantemente interpretata da Angelina Jolie. Proprio la diva americana sembra quasi risolvere – nei panni di un’icona globale come la più celebre delle cantanti liriche – il grande equivoco della sua carriera, lei stessa troppo icona per essere anche attrice, condannata da un magnetismo regale a trovarsi in perpetuo eccesso dei personaggi “normali”.