L’acclamato direttore d’orchestra Thibaut ha la leucemia e ha bisogno di un donatore di midollo osseo. Proprio a causa della sua malattia, scopre di essere stato adottato e che il perfetto donatore potrebbe essere suo fratello biologico. Si tratta di un modesto impiegato che vive in una cittadina nel Nord della Francia e suona il trombone nella fanfara locale.
Regia: Emmanuel Courcol
Attori: Benjamin Lavernhe, Pierre Lottin, Sarah Suco, Jacques Bonaffé, Clémence Massart
Sceneggiatura: Emmanuel Courcol, Irène Muscari
Scenografia: Rafael Mathé
Altri titoli: The Matching Band
Durata: 103
Paese: Francia
Genere: COMMEDIA
Produzione: MARC BORDURE
Distribuzione: MOVIES INSPIRED
L’ancoraggio emotivo dell’operazione affonda solo in minima parte nel terreno sempre delicato del tema ospedaliero (l’esperienza della malattia di Thibaut, molto sfumata) ed è invece affidato alla narrazione della famiglia, del che cosa significhi averne una – di sangue e non – e di quale potere curativo sia capace nel combattere sofferenze, insicurezze, solitudini (le vere malattie da curare). E si comprende allora come il ritrovarsi, poi riperdersi e infine riconoscersi tra l’esponente agiato di un élite culturale (Thibaut) e il figlio di un proletariato fiero se pure in dismissione (Jimmy) sia l’espediente per celebrare un’auspicabile fratellanza di classe, che includa intellettuali e operai lasciando fuori capitalisti e politici al soldo. Utopia amabilmente ingenua come una commedia di Loach o una favola a lieto fine di Guédiguian. Autori a cui Courcol guarda anche nella scelta di ambienti, volti e colori, con quella miscela di solare e ruspante armonia che allevia ogni tensione e disinnesca con ironia i conflitti.
