Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

L’INNOCENZA 24 e 25 Ottobre – la sospensione del giudizio, il trionfo dell’umano

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

Minato, che ha 11 anni e vive con sua mamma vedova, inizia a comportarsi in modo strano e torna da scuola sempre più avvilito. Tutto lascia pensare che il responsabile sia un insegnante, così la madre si precipita a scuola per scoprire cosa sta succedendo. Ma la verità, come spesso accade nei film di Kore’eda, si rivelerà essere un’altra e i fatti sveleranno una profonda e toccante storia di amicizia.

Diciamolo subito, siamo dinnanzi al Kore-eda migliore, capace di disattendere l’ovvio e il predeterminato – e il pregiudicato – aprendo insieme alle possibilità dell’umano e del cinema, ovvero chiamando in casa la divergenza, l’alterità dei punti di vista di “Rashomon” (1950). C’è felicità di regia, senza fronzoli, istruita dalla dualità prospettica, e c’è facilità di sentire, perché il triangolo tra madre, figlio e maestro si scioglie nella libertà, ovvero nella possibilità di un altro racconto se non un’altra storia: è un cinema che disattende le apparenze, che chiede un surplus di indagine, antropologica e filosofica, che si ascrive senza presunzione una valenza metacinematografica. Che cosa vediamo o, meglio, che cosa riteniamo di aver visto? Kore-eda sulla Croisette è stato pluripremiato, anche dalla Giuria ecumenica (Like Father, Like Son, Brother), con l’innocenza (titolo originale “Monster”) rischia seriamente di ripetersi, ed è un rischio umanissimo: tra incendi e accendini, scarpe spaiate e gattini morti, balzi dall’auto in corsa e alluvioni, splende il sole, si sciolgono i mostri.