Ispirato al romanzo biografico di Emmanuel Carrère pubblicato da Adelphi, il film ricostruisce le vicende del poeta e oppositore russo attraverso la storia di cinque suoi grandi amori in giro per il mondo. Un militante rivoluzionario, un delinquente, uno scrittore underground, il maggiordomo di un miliardario a Manhattan. Ma anche un poeta, un amante delle belle donne, un guerrafondaio, un attivista politico e un romanziere che ha scritto della propria grandezza. La storia della vita di Eduard Limonov è un viaggio attraverso la Russia, l’America e l’Europa durante la seconda metà del XX secolo.
Regia: Kirill Serebrennikov
Attori: Ben Whishaw, Masha Mashkova, Tomas Arana, Sandrine Bonnaire, Louis-Do de Lencquesaing.
Sceneggiatura: Pawel Pawlikowski, Ben Hopkins, Kirill Serebrennikov
Scenografia: Vladislav Ogay
Durata: 134
Paese: Italia, Francia, Spagna
Genere: DRAMMATICO
Tratto da: romanzo “Limonov” di Emmanuel Carrere
Produzione: MARIO GIANANI, LORENZO GANGAROSSA, DIMITRI RASSAM, ILYA STEWART
Distribuzione: VISION DISTRIBUTION
Il progetto del film ha visto un passaggio di prese in carico non proprio usuale. Inizialmente doveva dirigerlo Saverio Costanzo che ha poi passato la mano. La scelta è caduta allora su Pawel Pawlikowski che ha scritto una sceneggiatura che è stata utilizzata da Serebrennikov dopo che il regista polacco ha maturato l’idea di non riuscire ad apprezzare fino in fondo la figura di Limonov. Si tratta di segnali che vanno al di là di semplici o complesse questioni produttive perché finiscono con l’incontrarsi (o lo scontrarsi) con una personalità così debordante e contraddittoria tale da lasciare il segno anche dopo la propria scomparsa. Ben lo sapeva Carrère quando è riuscito a condensare il magma esistenziale dell’uomo in 365 pagine in cui ha approfittato dell’incontro per rivedere anche la propria vita. Serebrennikov affronta la sfida innanzitutto da russo, cioè da artista capace di leggere nel profondo l’anima tormentata non solo del suo protagonista ma anche quella di un intero popolo in un ampio arco temporale. Lo fa con la visionarietà che gli è propria che gli consente improvvisi mutamenti di stile e di ritmo che accompagnano i movimenti tellurici, ondulatori e sussultori, della vita dello scrittore.
