Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

L’ABBAGLIO 1, 2, 8 e 9 Febbraio – Riflessione e comicità in un film sincero che racconta una pagina fondamentale del passato italiano

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

1860. Giuseppe Garibaldi inizia da Quarto l’avventura dei Mille circondato dall’entusiasmo dei giovani idealisti giunti da tutte le regioni d’Italia, e con il suo fedele gruppo di ufficiali, tra i quali si nota un profilo nuovo, quello del colonnello palermitano Vincenzo Giordano Orsini. Tra i tanti militi reclutati ci sono due siciliani, Domenico Tricò, un contadino emigrato al Nord, e Rosario Spitale, un illusionista. Sbarcati in Sicilia, a Marsala, i Mille iniziano a battersi con l’esercito borbonico, di cui è subito evidente la preponderanza numerica. In queste condizioni, per il generale appare pressoché impossibile far breccia nella difesa nemica e penetrare a Palermo. Ma quando è quasi costretto ad arretrare, Garibaldi escogita un piano ingegnoso. Affida una manovra diversiva al colonnello Orsini, che mette in piedi una colonna di feriti con uno sparuto gruppetto di militi, cui viene affidato il delicatissimo compito di far credere a Jean-Luc Von Mechel, comandante svizzero dell’esercito regio, che il generale stia battendo in ritirata all’interno dell’isola. Inizia così una partita a scacchi giocata sul filo dell’imponderabile, il cui esito finale sarà paradossale e sorprendente.

Parlando de “L’abbaglio” di Roberto Andò (2025) è inevitabile considerare nel discorso anche la precedente opera del regista, “La stranezza” (2022). Siamo dunque nuovamente di fronte a un racconto che riarticola e rielabora un fatto storico in una formulazione finzionale, con gli interpreti a incarnare questi due aspetti contrapposti ma dialoganti: Toni Servillo – che qui si cala nei panni di Vincenzo Orsini – a rappresentare la Storia, e Ficarra e Picone, che in entrambi i film ritraggono due personaggi di pura invenzione, a popolare la Storia di piccole storie. È questa dinamica che consente ad Andò di tenere insieme i grandi avvenimenti della formazione dello stato italiano attraverso la forma del racconto popolare, che, dando voce ai piccoli-grandi avvenimenti personali dei singoli individui nel contesto del Risorgimento, si presenta come uno strumento didattico la cui efficacia è garantita dall’approccio strettamente legato all’intrattenimento. Ne “L’abbaglio” l’elemento comico cui il duo comico dà voce risulta un po’ spinto dentro a forza in un incedere che altrimenti mantiene un tono serio e a tratti quasi grave. Ne sono un esempio le scene guerresche e il generale tono da insegnamento morale di cui il film si ammanta. La spedizione dei Mille e la conclusione del Risorgimento, a cui fa seguito la formazione dello Stato italiano, è lo scenario ideale nel quale svolgere una riflessione sui temi del patriottismo e del sacrificio, opposto, da cui la vena comica, alla fannulloneria e all’arrivismo dell’Italia povera e contadina.