A Vicenza, negli anni compresi fra l’Ottanta e il Duemila, vive una ricca e influente famiglia composta da Maria, dal marito Osvaldo e dalla gemella di quest’ultimo, Erminia, celeberrima pianista. Dopo anni di tentativi, Maria mette finalmente al mondo Rebecca, attesa con grandi aspettative. Ma la neonata, per il resto normalissima e anche molto bella, presenta una vistosa macchia purpurea che copre metà del viso. Questa difformità diventa per Maria un’ossessione tale da rifiutare l’istinto stesso di madre. L’adolescenza di Rebecca sarebbe segnata dalla vergogna e dall’isolamento se fin da piccola non rivelasse invece straordinarie doti musicali. Saranno queste a liberarla dalle fissazioni famigliari e dai segreti che queste nascondono.
Regia: Marco Tullio Giordana
Attori: Beatrice Barison, Sonia Bergamasco, Valentina Bellè, Paolo Pierobon, Sara Ciocca
Sceneggiatura: Marco Tullio Giordana, Marco Bellocchio, Gloria Malatesta
Scenografia: Luca Gobbi
Durata: 110
Paese: Italia
Genere: DRAMMATICO
Tratto da: omonimo romanzo di Mariapia Veladiano (Einaudi, 2010)
Produzione: SIMONE GATTONI PER KAVAC FILM, BEPPE CASCHETTO PER IBC MOVIE CON RAI CINEMA
Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
Ambientato a Vicenza in un’epoca definita ma non connotata – siamo nei primi anni Ottanta del Novecento, ma dal decor aristocratico dei palazzi e dallo sfarzo cerimonioso degli abiti, potremmo tranquillamente trovarci nella medesima decade del secolo prima – è la storia di una famiglia altoborghese segnata dall’improvvida venuta al mondo di una bambina assai brutta. Un marchio d’infamia alla rispettabilità e alla decenza di classe che farà da detonatore della crisi dei diversi personaggi. La logica che presiede alla rappresentazione è coerente, del resto, con la “spaziatura” teatrale del racconto tra dentro e fuori, buio e luce: rifiutata dalla madre a causa del suo aspetto, Rebecca vive confinata a casa, in una prigionia dorata da cui però può guardare al mondo attraverso una prospettiva inedita e rivelatrice. La dialettica tra nascondimento e disvelamento viene poi raddoppiata, sia nel romanzo che nella sua trasposizione, dal talento pianistico della protagonista, che ha la valenza di un risarcimento simbolico.
