Maria ha passato la vita ad aiutare con grande dedizione le persone anziane, instaurando con loro un forte legame di devozione e fiducia. La sua condizione precaria, tuttavia, la porta ogni tanto a rubare loro qualche Euro per togliersi alcuni sfizi. Quando per Maria si presenta l’occasione per esaudire il suo desiderio più grande, ovvero quello di vedere l’amato nipote diventare un grande pianista, la donna decide di spingersi oltre i limiti, innescando una serie di conseguenze che metteranno a dura prova gli equilibri della sua famiglia e di coloro ai quali ha dedicato la vita.
Regia: Robert Guédiguian
Attori: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet, Lola Naymark, Marilou Aussilloux, Robinson Stévenin
Sceneggiatura: Robert Guédiguian, Serge Valletti
Scenografia: David Vinez
Durata: 101
Paese: Francia
Produzione: MARC BORDURE, ROBERT GUÉDIGUIAN
Distribuzione: OFFICINE UBU
La gazza ladra è Maria (Ariane Ascaride, ça va sans dire: i suoi primi piani sono spettacolari), donna del popolo che passa la vita ad aiutare le persone anziane: tutti le vogliono bene, sia per la dedizione che ci mette nell’assistenza sia per il forte e naturale legame di fiducia che si crea con queste persone spesso sole che la chiamano anche nel cuore della notte. Gazza ladra è un titolo che ha a che fare con la musica, una costante dell’autore (oltre a Rossini sentiamo Mozart, Chopin, Liszt), ma anche simbolicamente perché le condizioni economiche precarie portano Maria a rubare qualche soldo, ogni tanto, per togliersi qualche sfizio che altrimenti le sarebbe precluso. Sa di sbagliare, ma si tiene tutto per sé, un po’ perché si tratta di un peccato tutto sommato irrilevante (qual è il vero valore dei soldi in una società emotivamente disastrata in cui lei è tra le poche a esserci nel momento dell’altrui bisogno?) e un po’ perché con quelle risorse può pagare le lezioni di piano del promettente nipotino. Tutto sembrerebbe andare liscio, finché i furti vengono a galla. La gazza ladra è l’ennesimo capitolo di una commedia umana in cui i sentimenti non prescindono della politica e viceversa.
INGRESSO UNICO 3.50€
