Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

La camera di consiglio

Di Fiorella Infascelli – Drammatico – Italia, 2025, durata 107 minuti
con Sergio Rubini, Massimo Popolizio, Rosario Lisma
  • giovedì

    15

    gennaio

    16.00

  • giovedì

    15

    gennaio

    21.15

  • venerdì

    16

    gennaio

    18.30

Ingressi:

  • Ingresso unico € 6,00 (gratuito fino a 4 anni)
  • Ridotto soci NOI € 5,00
  • Ridotto soci La Barriera € 4,00
  • Abbonamento 10 ingressi € 50,00
  • Abbonamento 10 ingressi SOCI € 40,00

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

Dopo un anno e dieci mesi del Maxiprocesso per crimini di mafia che si è svolto a Palermo, dove per la prima volta lo Stato è riuscito a infliggere una condanna collettiva a Cosa Nostra, l’11 novembre 1987 la corte si riunisce in camera di consiglio. Otto giurati, blindati in un appartamento-bunker del carcere dell’Ucciardone, devono decidere condanne e assoluzione per oltre 460 imputati. Il primo, in ordine alfabetico, è Giovanni Abbate, l’ultimo Benedetto Zito. Sono quattro uomini e quattro donne, non possono avere nessun tipo di contatto con l’esterno. Non ci sono televisione, radio e giornali ma solo carte processuali. L’unico contatto con l’esterno è un terrazzino. Non mancano momenti di tensione, soprattutto tra il Presidente e il Giudice, che si scontrano, per esempio, sul destino di Bernardo Brusca e Giuseppe Calò. Molti di loro devono convivere con le proprie fragilità e i propri dubbi. Alcuni hanno paura anche del destino che li attende una volta usciti da lì nel caso dovessero incontrare un mafioso per strada. Dopo trentasei giorni, che rappresentano la camera di consiglio più lunga della storia giudiziaria italiana, la corte ha pronto il dispositivo della sentenza: 346 condannati, 114 assolti, 19 ergastoli e pene detentive per un totale di 2665 anni di reclusione.