Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

IL RAGAZZO DAI PANTALONI ROSA 16 e 17 Gennaio- Il dramma del bullismo tratto da una storia vera

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

Il 20 Novembre 2012, Andrea Spezzacatena, un ragazzo che aveva appena compiuto 15 anni, si tolse la vita. Fu il primo caso in Italia di bullismo e cyberbullismo che portò al suicidio di un minorenne. L’incidente scatenante fu l’aver voluto indossare dei pantaloni rossi, regalo della madre, che a causa di un lavaggio sbagliato erano diventati rosa. Questo film è tratto dalla sua storia.

Da Spezzacatena a Checcacatena, cognome storpiato. Le parole possono ferire, anche molto, soprattutto se scritte sopra la lavagna della tua classe. I silenzi pure. Lo sa bene il giovane Andrea (Spezzacatena appunto, interpretato da Samuele Carrino), bravissimo a scuola e molto amato dalla madre (Claudia Pandolfi), e con un’amica speciale (Sara Ciocca) con la quale condivide la passione del cinema, ma anche molto bullizzato dal bello della scuola (Andrea Arru). Diretto da Margherita Ferri, su soggetto e sceneggiatura di Roberto Proia, Il ragazzo dai pantaloni rosa, presentato nella Città alla Festa del Cinema di Roma e in sala con Eagle Pictures, racconta uno dei primi casi riconosciuti di cyberbullismo in cui un ragazzo fu spinto a compiere un gesto irreparabile dalle canzonature dei compagni di Facebook. Galeotti furono un paio di pantaloni la cui stoffa scolorita dal lavaggio aveva assunto una colorazione rosa. Andrea decise di indossarli ugualmente in barba alle possibili reazioni di chi era (ed è) ancora prigioniero di fragili stereotipi sociali basati sul mito dell’appartenenza.