Quando il saggio e coraggioso Grande Puffo viene rapito dai perfidi stregoni Gargamella e suo fratello Razamella, solo una squadra di Puffi può salvarlo! Guidati da una determinata Puffetta, i piccoli eroi si avventurano nel mondo reale, pronti a tutto pur di riportare a casa il loro leader e salvare l’intero universo.
Ci sono avventure a rotta di collo, molti nuovi personaggi, fra cui ben due fratelli del Grande Puffo e una tribù di creature bizzarre chiamate Nasoput, molte location, fra cui Parigi e (inspiegabilmente) Monaco di Baviera, molte tecniche, fra cui live action, animazione 2D, stop motion col pongo, anime e assortito CGI. Ci sono anche molti temi in gioco: l’amicizia, il rapporto fra fratelli, l’incertezza sulla propria identità, i segreti non rivelati a se stessi o alla propria comunità, persino la precarietà lavorativa rappresentata dal tristissimo Joel, l’assistente-schiavo di Rasamella disposto persino a fare da cavia per testare una pressa schiacciapuffi. I Puffi – Il film compie anche un’operazione che se non è proprio di reinvenzione è certamente di aggiornamento ai tempi moderni, a cominciare dalla trasformazione della Puffetta, un tempo mero oggetto delle attenzioni dei puffi, l’eroina di questa storia, anche se si propone come alleata del Puffo Senza Nome: è lei che tiene testa a Ken, il fratello focoso del Grande Puffo, e a Rasamella, è lei la più competitiva e sicura di sé (almeno finché non dovrà confrontarsi con le sue origini di creatura di Gargamella); così come è femmina la Mamma Put leader dei Nanoput. I riferimenti all’attualità e al mondo delle tecnologie, così lontani dal Villaggio dei puffi dei nostri ricordi infantili, sono costanti: le mail in spam, Linkedin, i meeting aziendali. I Puffi – Il film flirta persino con il genere supereroico, dato che gi ometti blu si ritroveranno a impersonare i Guardiangeli del Bene contro un’Alleanza intergalattica dei maghi malvagi per assicurarsi che il Male non abbia la meglio.
