Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

HERE 3 e 4 Aprile – Un’opera malinconica e dolcissima sull’esistenza umana

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

Un terreno preistorico, e la casa che sorgerà su quel terreno. Quella casa ospiterà generazioni di famiglie, dall’homo sapiens agli indigeni ai coloni, fino ad un nucleo domestico afroamericano contemporaneo. E nel salotto di quella casa scorreranno vite sempre diverse e sempre uguali, popolate da mariti, mogli, figli, nonni, nipoti. Lo sguardo empatico di Robert Zemeckis li osserva, incastonandoli in rettangoli che scompongono e riproducono la dimensione geometrica del grande schermo, racchiudendo tutti in uno spazio che è a tratti rifugio e a tratti trappola, scrigno fatato e camera mortuaria, luogo di creazione – di arte, di progenie, di speranze – o di quieta implosione e rimpianto, in un film che è una scatola magica, un pop up book e una matrioska dell’esistenza umana.

Camera fissa su un angolo di mondo che nel corso dei millenni ospiterà il passaggio tumultuoso dei dinosauri e, in lontananza, del meteorite che li spazzò via per sempre, passando per ere glaciali e rinascite, uomini primitivi e poi nativi, promesse di amore eterno e epoche coloniali: tutto, dal 1900 in poi, “terminerà” con la costruzione di un salotto con finestrone che dà sulla storica dimora di William Franklyn, figlio illegittimo del ben più noto Benjamin. E sempre lì, anzi Qui, in quel salotto, si alterneranno saltando da un decennio all’altro e ritornando indietro le numerose e dissimili storie delle persone che lo abiteranno, che lo vivranno. “Il tempo è volato”. Un luogo comune, un unico luogo. Portare sul grande schermo la straordinaria graphic novel di Richard McGuire – opera innovativa e seminale – era un compito che probabilmente poteva spettare solamente a chi, come Robert Zemeckis, sul concetto di tempo ha saputo costruire, con Ritorno al futuro una delle saghe cinematografiche più iconiche di tutti i tempi.