Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

Hamnet – nel nome del figlio

Di Chloé Zhao – Drammatico – USA, 2025, durata 125 minuti
con Paul Mescal, Jessie Buckley, Emily Watson, Joe Alwyn, David Wilmot
  • giovedì

    16

    aprile

    16.00

  • giovedì

    16

    aprile

    18.30

  • giovedì

    16

    aprile

    21.15

  • domenica

    19

    aprile

    21.15

Ingressi:

  • Ingresso unico € 6,00 (gratuito fino a 4 anni)
  • Ridotto soci NOI € 5,00
  • Ridotto soci La Barriera € 4,00
  • Abbonamento 10 ingressi € 50,00
  • Abbonamento 10 ingressi SOCI € 40,00

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

Come si fa a dire qualcosa di nuovo, cinematograficamente parlando, su William Shakespeare e il suo Amleto? Chloé Zhao parte da un best seller dell’autrice irlandese Maggie O’Farrell che assume il punto di vista della moglie del Bardo, Anne Hathaway, per raccontare uno degli episodi più tragici della loro vita, ovvero la morte del figlio Hamnet, a soli 11 anni. Quell’episodio da un lato è stato un trauma profondissimo per la coppia, ma è stato anche la fonte di ispirazione del capolavoro di Shakespeare, in inglese Hamlet, che porta quasi il nome del suo bambino perduto (anzi, proprio lo stesso nome, come avvisa una citazione nel film diretto da Zhao e sceneggiato insieme alla O’Farrell), e che è imperniato sul tema del lutto e della perdita di identità che ne può derivare. “Hamlet” è stato scritto infatti proprio nel periodo seguito alla morte del bambino, ed è stato portato in scena al Globe Theatre di Londra quattro anni dopo, cementando la reputazione di Shakespeare come drammaturgo.