Mathyas, giovane agente pubblicitario di Montréal, decide di lasciare la frenetica vita di città per seguire il desiderio di riconnettersi con la natura e diventare pastore nel sud della Francia. Arrivato in Provenza senza alcuna esperienza, Mathyas si scontra presto con la dura realtà del mondo pastorale, che lo costringe a mettere in discussione la visione romantica dell’ambita professione. L’incontro con Élise, una giovane impiegata che sceglie di lasciare il lavoro per seguire Mathyas, porta una nuova luce nel percorso formativo del ragazzo, che riacquista fiducia in sé stesso e nel proprio obiettivo. I due, dopo aver ottenuto l’affidamento di un gregge di pecore, partono per la transumanza, compiendo un viaggio negli incantevoli paesaggi delle Alpi dell’Alta Provenza, dove si confronteranno con sfide e incontri che li condurranno verso un nuovo stile di vita in montagna.
Regia: Sophie Deraspe
Attori: Felix-Antoine Duval, Solène Rigot, Guilaine Londez, David Ayala, Younès Boucif
Sceneggiatura: Sophie Deraspe, Mathyas Lefebure
Altri titoli: Shepherds
Durata: 113
Paese: Canada, Francia
Tratto da: romanzo autobiografico “D‘où viens-tu, berger?” di Mathyas Lefebure
Produzione: LUC DÉRY, KIM MCCRAW, ÉLAINE HÉBERT, CAROLINE BONMARCHAND, XENIA SULYMA, SÉBASTIEN PERRET
Distribuzione: OFFICINE UBU
Tratto da un romanzo semiautobiografico, segue le peripezie di un giovane pubblicitario canadese che rifiuta il logorio della vita moderna, si licenzia con una mail piccata, e si trasferisce in Provenza. Vuole diventare un pastore. Nel chiedere i permessi, si invaghisce della ragazza che lavora all’ufficio amministrazione. Nasce una love story, mentre il protagonista deve confrontarsi con le difficoltà della sua scelta. In Fino alle montagne l’evoluzione negativa della pastorizia è solo accennata. La spinta del governo verso un’eccessiva burocrazia, una legislazione che allontana invece di proteggere, è solo accennata. Qui il focus è più intimista, e tende alla fiaba agrodolce. La ricerca di sé stessi passa attraverso le sveglie all’alba, le malattie degli animali, gli attacchi dei lupi. Con un sentimento che fiorisce in modi più o meno probabili. Deraspe con Fino alle montagne realizza un film sincero. Incarna un’ossessione che sfocia nella fantasia, reale e impossibile allo stesso tempo. E ammicca a un significato più alto: cercare i pastori giusti in un mondo abitato da pecore.
