Quando un fedele cane poliziotto e il suo padrone umano vengono feriti insieme sul lavoro, un intervento chirurgico strampalato ma salvavita fonde i due e nasce Dog Man. Dog Man ha giurato di proteggere e servire, ma anche di andare a recuperare, sedersi e rotolare. Mentre Dog Man abbraccia la sua nuova identità e si sforza di impressionare il suo capo, deve fermare le cattive azioni del supercattivo felino Petey il gatto. L’ultimo piano di Petey è clonare se stesso, creando il gattino Lil Petey, per raddoppiare la sua capacità di intraprendere azioni criminali. Le cose si complicano, però, quando Lil Petey stringe un legame inaspettato con Dog Man. Quando Lil Petey cade nelle grinfie di un nemico comune, Dog Man e Petey uniscono a malincuore le forze in una corsa contro il tempo ricca di azione per salvare il giovane gattino. Nel frattempo, scoprono il potere della famiglia (e dei gattini!) di unire anche i nemici più ostili.
L’idea di Peter Hastings è di rivolgersi chiaramente a un pubblico di ogni età, diversificando abilmente lo humour e contando su un impatto grafico da fumetto belga, tra Tintin e l’animazione tridimensionale per bambini contemporanea. Il ritmo indiavolato impresso da subito, con la scena di inseguimento iniziale degna di Bullitt, impone alle battute e alle gag di scorrere velocemente: troppo perché i bambini possano cogliere riferimenti chiaramente indirizzati agli adulti, ma con un ritmo così frenetico da impedire che la noia subentri. Vero cardine della storia non è però il gioco di guardie e ladri tra Dog Man e Petey, bensì il rapporto che si instaura tra il villain felino e il suo piccolo clone, adorabile e ingenuamente ben disposto verso ogni novità.
