Nel 1928, mentre Parigi vive al ritmo degli anni ruggenti, la danzatrice Ida Rubinstein commissiona a Maurice Ravel la musica per il suo prossimo balletto. Paralizzato e in crisi d’ispirazione, il compositore sfoglia le pagine della sua vita: i fallimenti degli esordi, la frattura della Grande Guerra, l’amore impossibile per la sua musa Misia Sert… Ravel allora scava nel profondo di sé stesso per creare la sua opera universale, il Bolero.
Regia: Anne Fontaine
Attori: Raphaël Personnaz, Doria Tillier, Jeanne Balibar, Emmanuelle Devos, Vincent Perez, Sophie Guillemin
Sceneggiatura: Anne Fontaine, Claire Barré, Pierre Trividic, Jacques Fieschi, Frere Jean-Pierre Longeat
Scenografia: Mélyssandre Manem
Durata: 120
Paese: Francia
Tratto da: romanzo omonimo di Marcel Marnat§
Produzione: PHILIPPE CARCASSONNE, JULIEN DERIS, DAVID GAUQUIÉ, JEAN-LOUIS LIVI
Distribuzione: MOVIES INSPIRED
Il passaggio più interessante di Boléro, ricostruzione della genesi della celebre partitura, non c’entra niente con la musica. O perlomeno non direttamente: c’è Maurice Ravel, soldato nella Prima guerra mondiale, che, camminando in una specie di ospedale da campo, posa lo sguardo su un uomo gravemente ferito, sospeso in aria come fosse un angelo. È un momento rapido, campo e controcampo senza troppa retorica, con il primo piano di Ravel (interpretato con misura da Raphaël Personnaz, uno dei volti più malinconici del cinema d’oltralpe) spostato verso destra e il ferito che lo fissa per pochi secondi (Raphaël Cohen, epifanico nella sua apparizione). Sulla scorta dei biopic musicali di nuovo conio, la navigata Fontaine – che ha adattato il libro biografico di Marcel Marnat insieme a Claire Barré con la collaborazione di Pierre Trividic, Jacques Fieschi e Jean-Pierre Longeat – vuole restituire la fatica e il desiderio della creazione, incrociandolo con il racconto biografico di un genio fragile e quasi impenetrabile, trovando negli effetti della malattia neurodegenerativa – che lo porterà alla morte nel 1937 – la possibilità di uscire dalla linearità cronologica e procedere per associazioni di ricordi.
