Mentre è perseguitata da una regina gelosa, una bellissima giovane principessa cerca rifugio in una capanna in una foresta abitata da sette nani con personalità completamente diverse e deve affrontare con coraggio la verità sul suo passato della morte di sua madre sin dal suo parto.
Regia: Marc Webb
Attori: Rachel Zegler, Gal Gadot
Sceneggiatura: Greta Gerwig, Erin Cressida Wilson
Paese: USA
Tratto da: film “Biancaneve e i sette nani” di David Hand
Produzione: MARC PLATT, WALT DISNEY PICTURES, MARC PLATT PRODUCTIONS
Distribuzione: WALT DISNEY PICTURES
Andando per ordine: il film racconta la storia che più o meno tutti sappiamo, con la principessa (Rachel Zegler), figlia di un regno magnifico e gentile, diseredata dalla nuova regina quando quest’ultima prende il potere, approfittando della morte della madre di Biancaneve e facendo uccidere il padre. In fuga dalla furia di Grimilde (Gal Gadot), che vuole ucciderla per essere “la più bella del reame”, la ragazza trova rifugio presso i sette nani e conosce l’amore di Jonathan, sorta di Robin Hood abituato alle spese proletarie, a capo di una banda di ribelli. Wilson, vera autrice del film e responsabili delle invenzioni di scrittura, dà a Biancaneve una prevedibile e legittima veste nuova, di ragazza forte, capace di governare con gentilezza e alla ricerca di amore tanto quanto è consapevole della sua natura di leader, ma al tempo stesso arricchisce il tessuto narrativo mettendo in gioco lo scontro tra la possibilità di un socialismo comunitario (seppure a regime monarchico, d’altronde sempre in una fiaba siamo) e invece un conservatorismo reazionario guerrafondaio e iper-liberista. Qualunque riferimento agli USA di oggi è tutt’altro che casuale, vista anche l’adesione di Zegler alle cause progressiste. A stemperare i toni, edulcorandoli per i più piccoli, ci pensa l’idea di fare di Biancaneve un vero e proprio musical, aumentando il numero delle canzoni da 3 a 13, ma soprattutto lavorando sulla messinscena di quelle canzoni, su scenografie e coreografie, su idee di regia e possibilità cromatiche, tra una corte regale che pare uscita da un musical MGM degli anni ’50 e un coro finale che richiama Pellizza da Volpedo.
