Anora, una giovane prostituta di Brooklyn, ha la possibilità di vivere una favola da Cenerentola quando incontra e sposa impulsivamente il figlio di un oligarca. Quando la notizia raggiunge la Russia, la sua favola è minacciata, poiché i genitori partono per New York per far annullare il matrimonio.
Regia: Sean Baker
Attori: Mikey Madison, Mark ?jdel’štejn, Yuriy Borisov, Va??e T?ovmasyan, Karren Karagulian
Sceneggiatura: Sean Baker
Scenografia: Stephen Phelps
Durata: 138
Paese: USA
Produzione: SEAN BAKER, SAMANTHA QUAN, ALEX COCO
Distribuzione: UNIVERSAL PICTURES ITALIA
Il primo lavoro di Baker dopo la trilogia sulla periferia americana (Tangerine, The Florida Project, The Red Rocket) è una versione indie, nuda e cruda di Pretty Woman, ovviamente con altra malizia e finale. Il che non esclude la sopravvenienza della favola – ed è la questione da cui siamo partiti – pure negli outskirts metropolitani, ed è questo il dato più gradevole, la nota delicata, del nuovo lavoro del regista americano. Che se da un lato non rinuncia ai segni particolari del suo cinema – l’utilizzo dell’Iphone, la predilezione per gli ultimi, la presenza di immigrati e di famiglie tossiche, lo smascheramento dell’American Dream – dall’altro mostra un desiderio maggiore di giocare con le convenzioni narrative e di ammorbidire i tratti di una visione non ancora pacificata ma certamente più distesa. Sospeso nella luce fiacca di un sole indeciso, Anora è un film di passaggio: dall’estasi del sogno alla malinconia del risveglio. Un’istantanea di felicità e il suo negativo. L’ennesimo gesto di attenzione verso i dimenticati, che non sanno che cosa desiderare e non saprebbero nemmeno impararlo. Ma che almeno vogliono vivere.
Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 5 Premi Oscar, è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 5 candidature a Golden Globes, 7 candidature e vinto 2 BAFTA.
