Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

A REAL PAIN 8 e 9 Maggio – Un road movie personale e struggente, con uno straordinario Kieran Culkin

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

David e Benji, due cugini diversissimi tra loro, si ritrovano all’aeroporto. Il primo vive a Brooklyn, è sposato e ha un figlio. Il secondo è uno spirito più libero dal carattere imprevedibile. Nati a tre settimane di distanza, sono stati molto legati durante l’infanzia, poi la loro vita ha preso delle strade divergenti. Hanno così deciso di partire per la Polonia per onorare la loro amata nonna Dory scomparsa da poco e connettersi con la sua storia passata. Giunti sul posto, si uniscono a un gruppo per un tour turistico di cui fanno parte un gruppo di persone che hanno un legame o un trauma legati alla ebraicità: i nonni di Marcia sono fuggiti dall’Olocausto, Mark e Diane hanno origini ebraiche-polacche ed Eloge è sfuggito al genocidio in Ruanda e si è convertito al giudaismo in Canada. La loro guida James invece sta cercando di fare al meglio il suo lavoro. Nel corso del viaggio, tra imprevisti e situazioni tragicomiche, riemergono le tensioni del passato della loro storia familiare.

A prima vista, Jesse Eisenberg sembrerebbe l’ultimo erede di una tradizione, quella degli ebrei newyorkesi, che lui esprime attraverso un tipo umano sospeso tra l’impaccio sociale e la loquacità ansiogena. Che in A Real Pain, si cristallizza ancora di più in una versione tormentata, apparentemente meno disponibile all’umorismo: il nipote di emigranti europei che si scopre ossessionato dalle radici, dalla riappropriazione di una patria negata dalle leggi razziali, dal bisogno di mettere ordine tornando all’origine del trauma. È proprio il suo personaggio, un onesto e retto padre di famiglia, a mettere in campo ovvero in discussione: “tutti abbiamo un dolore”, dice durante una cena che si rivela banco di prova per i nervi e le rimozioni, ma forse il suo è più “piccolo” quindi sopportabile rispetto a quello altrui. Del cugino, per esempio, nato a pochi giorni di distanza da lui e dunque un fratello de facto, un ammiccante ed empatico chiacchierone (nella raffica di frasi a effetto segnaliamo: “I soldi sono l’eroina delle persone noiose”) con cui si mette in viaggio dall’America alla volta della Polonia. L’intento è compiere un pellegrinaggio fino all’ultima casa abitata dalla nonna – se l’è fatto promettere in punto di morte – prima di emigrare e sfuggire così all’Olocausto. Si vogliono bene, è evidente, ma c’è qualcosa tra di loro che è più faticoso di un semplice non detto. A Real Pain racconta il riavvicinamento tra due persone ferite che hanno bisogno di una cura, che cercano l’uno nell’altro le risposte a domande che nessuno ha mai avuto il coraggio di porre.
Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 4 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, ha vinto 2 BAFTA, Il film è stato premiato a National Board.