Ci vuole una barriera contro: contro la corruzione, le collusioni, il lassismo, il menefreghismo, contro le ingiustizie, contro l’ignoranza, la superficialità, contro il revisionismo storico

A COMPLETE UNKNOWN 10 e 11 Aprile – “Chi vorresti essere? Tutto ciò che non vogliono che io sia”

Non disponiamo di servizio di prevendita: i biglietti possono essere acquistati a partire da mezzora prima dello spettacolo. 

New York, primi anni ’60. Sullo sfondo di una vibrante scena musicale e di tumultuosi sconvolgimenti culturali, un enigmatico diciannovenne del Minnesota arriva nel West Village con la sua chitarra e un talento rivoluzionario, destinato a cambiare il corso della musica americana. Mentre stringe i suoi legami più profondi durante l’ascesa verso la fama, cresce la sua irrequietezza nei confronti del movimento folk e, rifiutando di essere etichettato, compie una scelta controversa che risuona culturalmente in tutto il mondo. L’elettrizzante storia vera dietro l’ascesa di uno dei cantautori più iconici della storia: Bob Dylan.

Meravigliosa intuizione quella di aver scritturato il divo/antidivo per antonomasia, Timothée Chalamet (che ha imparato a suonare anche chitarra e armonica), per fargli rifare il più grande divo/antidivo della scena musicale, quel cantastorie che non andò neppure a ritirare il Nobel per la letteratura. Se Bob rimane indietro, nascosto, schermato dai suoi occhiali neri da vampiro, il Dylan di A Complete Unknown è sempre davanti: a un microfono, a un pubblico, al proprio tempo. Fugge nel vento a bordo della sua motocicletta Triumph. Curva dopo curva. Dai coffee house del Village (dal Café Wha al Gaslight) al Gerde’s Folk City, che ospita le sue prime apparizioni importanti, prima come supporter di John Lee Hocker e poi in solitaria. Fino alla contestazione, leggenda nella leggenda, del 25 luglio 1965 al Newport Folk Festival, il più importante raduno della scena folk americana, quando sfida l’arena eseguendo i nuovi brani di Highway 61 Revisited, l’album della svolta elettrica e di Like a Rolling Stone.