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“La Nota” di Ferruccio Quaroni

mag 10th, 2009 | By admin | Category: Da Civiltà Vigevanese, News

logociviltpiccLa cultura della “Giunta Ologramma”

Compito di una Amministrazione Comunale dovrebbe essere quello, da un punto di vista culturale, di offrire ai cittadini opportunità di crescita, sviluppo, approfondimento e anche di svago che non ripercorrano le strade del “privato”, spesso di quello più commerciale, banale e diseducativo.
D’accordo che la politica dell’audience ha ormai invaso il modo di pensare e di comportarsi di quasi tutti, ma altri per fortuna continuano a ragionare diversamente.
Ecco allora che se bisogna dare atto che questo anno (e ci mancherebbe altro..) si è voluto ricordare con appuntamenti interessanti Lucio Mastronardi, per il resto si assiste ad uno spettacolo deprimente di vuoto e pochezza.
La Giunta-Ologramma che ha puntato sul “virtuale” per celebrare Leonardo in funzione dell’Expo milanese e delle imminenti elezioni amministrative, ha riempito la Città di paccottiglia e patrocini che la dicono lunga sulla “strategia”, i “valori” ed i riferimenti concreti dei nostri Sindaco ed Assessori.
Non passa settimana che non ci sia un raduno di qualche club o sodalizio auto-motoristico e, ciliegina sulla torta, in questi giorni fa bella mostra una iniziativa chiassosa di stuntmen all’insegna della velocità, del rischio, del pericolo, dell’esibizionismo e anche del “chissenefrega dell’ambiente: tanto possiamo consumare ed inquinare”.
Lo spessore di una Amministrazione si vede anche da queste cose: come se non bastasse una Città dominata dalle automobili e nella quale funziona solo la repressione della sosta vietata (diurna) mentre per tutti coloro che vorrebbero andare a piedi o in bicicletta diventa una impresa ardua non perire, ci si mette anche a sostenere iniziative che trasmettono, soprattutto ai più giovani, l’idea della spericolatezza e dell’azzardo.
Quel piazzale dove si esibiranno i cascatori vive solo per il bel mercato bisettimanale mentre per il resto è desolatamente inutilizzato e deserto pur essendo collocato in un’area che possiede verde e strutture (e qui si ritorna al “che fare” del Macello) che potrebbero rappresentare un valore aggiunto della nostra Città.
Ma si sa: la scelta dei nostri è stata quella di “offrire case a buon mercato” (tante, troppe, brutte e in gran parte vuote) e ogni tanto imbellettarsi con qualche manifestazione di risulta e disancorata da qualsivoglia progetto organico per Vigevano.
Dovremmo esserci abituati ma non ci rassegniamo mai a vivere male una Città con grandi potenzialità che ha vissuto altre epoche e nella quale si era iniziato un percorso di sviluppo e rilancio importante.
Pensiamo che Vigevano meriti più amore ed attenzione da donne e uomini che la sappiano governare con inventiva e competenza.


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