Cinema

Scarica il programma completo del Cinema Odeon in formato PDF.

dove eravamoDove eravamo rimasti

Giovedì 17 marzo ore 16.00 e 21.15

Anno: 2015. Durata: 100 min. Titolo originale: Ricki and the Flash. Origine: USA. Genere: Commedia. Sceneggiatura: Diablo Cody. Fotografia: Declan Quinn Regia: Jonathan Demme. Attori: Meryl Streep (Ricki Rendazzo), Kevin Kline (Pete Brummel), Mamie Gummer (Julie Brummel), Audra McDonald (Maureen), Sebastian Stan (Joshua), Rick Springfield (Greg).

TRAMA: Ricki Rendazzo è una musicista di mediocre successo e di non eccelsa cultura, logorata dalla vita e dagli anni: inseguendo il sogno di diventare una rockstar, tempo addietro abbandonò la propria famiglia. Avvisata dal marito, ormai risposatosi, che la loro figlia è stata lasciata dal compagno ed è caduta in depressione, Ricki decide di tornare dai suoi figli per provare a rimettere in piedi il rapporto con loro: è l’inizio così di una resa dei conti con il passato, ma anche la conferma del presente di indipendenza e la condanna dei pregiudizi.

NOTE: SELEZIONATO AL 68° FESTIVAL DI LOCARNO (2015) NELLA SEZIONE ‘PIAZZA GRANDE’.

CRITICA: “(…) questa mamma a metà che sembrerebbe proprio imperdonabile, conquisterà poco a poco tutti i personaggi del film, laggiù nella provinciale Indianapolis. E naturalmente anche noi in platea. Perché si tratta di Meryl Streep, in un ruolo opposto ma simmetrico a quello di ‘Mamma mia’. Mentre quella ragazza che le somiglia come una goccia d’acqua, Mamie Gummer, è sua figlia pure nella vita. E si sa che alla Streep perdoneremo tutto. Specialmente se diretta dal sempre magistrale Jonathan Demme, addolcito dagli anni e capace come pochi ormai di dare vita a personaggi femminili memorabili e gruppi famigliari irresistibili (…). Anche grazie alla penna affilata e insieme affettuosa di Diablo Cody, l’ex-spogliarellista celebre per il copione di ‘Juno’. Che qui gioca su tutti i possibili conflitti (politici, sessuali, razziali, generazionali, culturali) e insieme ci fa capire le ragioni di ogni personaggio, riunendo a suon di musica tutte le anime dell’America in uno di quei finaloni che sanno fare solo oltreoceano. E mandano a casa lo spettatore contento come ormai non capita davvero più.” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 17 settembre 2015)

normIl viaggio di Norm

Domenica 20 marzo ore 16.00

 

Trama: Norm, un orso bianco e vegano e ballerino con la straordinaria capacità di parlare la lingua umana, deve lasciare il Polo Nord per raggiungere New York e fermare lo spietato costruttore Mr. Grenne, che sta per mettere in atto un piano di edificazione del Circolo Polare Artico destinato a mandarne in frantumi l’ecosistema.

 

legge delLa legge del mercato

Giovedì 24 marzo ore 16.00 e 21.15

Anno: 2015. Durata: 92 min. Titolo originale: La loi du marché. Origine: Francia. Genere: Drammatico. Sceneggiatura: Stéphane Bri-zé, Olivier Gorce. Fotografia: Éric Dumont

Regia: Stéphane Brizé. Attori: Vincent Lindon (Thierry Taugourdeau), Karine de Mirbeck (Moglie di Thierry), Matthieu Schaller (Figlio di Thierry).

TRAMA: Thierry Taugourdeau ha cinquant’anni ed è disoccupato. Dopo venti mesi senza lavoro trova posto come guardia di sicurezza in un supermercato. La sua vita sembra prendere una piega migliore, fin quando si trova di fronte a un importante dilemma morale perché gli viene chiesto di controllare i suoi colleghi; il modo di trattare clienti e dipendenti aprirà a poco a poco uno squarcio di consapevolezza e di disagio nel mondo finalmente ordinato di Thierry.

NOTE: PREMIO PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE A VINCENT LINDON AL 68° FESTIVAL DI CANNES (2015). IL FILM HA OTTENUTO LA MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA ECUMENICA.

CRITICA: “La crisi economica e le sue ricadute sulla vita delle persone sono state affrontate nei film con un approccio, a dir poco, timido. (…). Senza esagerazioni né sottolineature melodrammatiche, Stéphane Brizé racconta un’amarissima storia di declassamento sociale che tocca temi sensibili attraverso un personaggio immaginario, però rappresentato in modo da sembrare perfettamente plausibile. Il cinema dei Dardenne è evocato non solo nei contenuti, ma anche nello stile della regia di Brizé: lunghi piani-sequenza, inquadrature ravvicinate, riprese in semi-soggettiva. Per rendere il tutto più verosimile, e crudele, il cineasta è ricorso alla macchina da presa di uno specialista del documentario, Eric Dumont, e ha circondato Lindon di un coro di attori non professionisti che interpretano più o meno se stessi.” (Roberto Nepoti, ‘La Repubblica’,29.ottobre.2015)

zootropolis_jpg_1003x0_crop_q85Zootropolis

Domenica 27 marzo ore 16.00

Trama: Zootropolis è una metropoli moderna che accoglie animali di ogni tipo ed è composta da vari quartieri differenti, come l’elegante Sahara Square e la gelida Tundratown. In questa città gli animali vivono serenamente, tutti insieme, a prescindere dalla razza a cui appartengono. Ed è qui che arriva la simpatica e gentile coniglietta Judy Hopps, agente chiamata a lavorare all’interno di un corpo di polizia dominato da animali grandi e grossi. Per lei l’inserimento nella squadra si rivelerà tutt’altro che facile, ma decisa a dimostrare il suo valore, Judy accetterà di lavorare insieme a Nick Wilde, volpe loquace e truffaldina, per risolvere un caso misterioso…

saulIl figlio di Saul

Giovedì 31 marzo ore 16.00 e 21.15

Anno: 2015. Durata: 107 min. Titolo originale: Saul fia. Origine: Ungheria. Genere: Drammati-co. Sceneggiatura: László Nemes, Clara Royer. Fotografia: Mátyás Erdély Regia: László Ne-mes. Attori: Géza Röhrig (Saul Auslän-der), Levente Molnár (Ábrahám), Urs Rechn (Oberkapo Biederman), Jerzy Walczak (Rabbino del Sonderkommando).

TRAMA: 1944. Nel campo di concentramento di Auschwitz il prigioniero ebreo Saul Ausländer è costretto, nell’unità speciale Sonderkommando, a bruciare i corpi della propria gente. Sente inevitabilmente il peso delle azioni che deve compiere, ma trova un modo per sopravvivere. Un giorno salva dalle fiamme il corpo di un ragazzo che potrebbe essere suo figlio e decide di cercare in tutto il campo un rabbino che possa aiutarlo nel dargli una degna sepoltura.

NOTE: GRAN PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA, PREMIO FIPRESCI E VULCAN AWARD OF THE TECHNICAL ARTIST (A TAMAS ZANYI) AL 68° FESTIVAL DI CANNES (2015).  DESIGNATO DALL’UNGHERIA PER L’OSCAR 2016 AL MIGLIOR FILM STRANIERO

CRITICA: “L’Olocausto raccontato da un insolito punto di vista (…). Il regista (…) adotta uno sguardo assai particolare per raccontare l’odissea del protagonista e il macabro ‘dietro le quinte’ dei campi di concentramento, (…). Per non guardare in faccia l’orrore da cui è circondato Saul, Nemes, la cui famiglia è stata in parte massacrata proprio ad Auschwitz, resta incollato al volto e alla nuca di Saul con inquadrature strettissime che tagliano fuori tutto ciò che gli sta intorno. Spesso quel poco che vediamo è pure sfuocato. Una scelta stilistica che diventa anche morale in un film da ascoltare oltre che da vedere, perché le urla spietate dei nazisti, le grida disperate degli ebrei nelle camere a gas, quelle arrivano forti e chiare. E il volto dell’attore protagonista Géza Röhrig ci racconta tutta la disperazione e l’umanità che la macchina da presa non potrebbe restituire.” (Alessandra De Luca, ‘Avvenire’, 15 maggio 2015)

 

irrationalIrrational man

Giovedì 7 aprile ore 16.00 e 21.15

Anno: 2015. Durata: 96 min. Origine: Usa. Genere: Commedia drammatica. Sceneggiatura: Woody Allen. Fotografia: Darius Khondji.

Regia: Woody Allen. Attori: Joaquin Phoenix (Abe Lucas), Emma Stone (Jill Pollard), Parker Posey (Rita), Jamie Blackley (Roy).

TRAMA: Abe Lucas, professore di Filosofia, è l’uomo irrazionale del titolo: emotivamente provato e incapace di dare un significato alla propria vita. Poco dopo il suo arrivo come nuovo insegnante presso il college di una piccola città, Abe si ritrova coinvolto nella vita di due donne: Rita Richards, professoressa solitaria che spera che lui la salvi dal suo matrimonio infelice, e Jill Pollard, la sua migliore allieva che è anche la sua migliore amica. Il caso spariglia le carte quando Abe e Jill si trovano a origliare la conversazione di un estraneo, rimanendone invischiati.

NOTE: PRESENTATO FUORI CONCORSO AL 68° FESTIVAL DI CANNES (2015).

CRITICA: “Ancora delitto e castigo nelle corde umoristiche del cinema di Allen per un dramma morale ispirato a Dostoevskij, in cui un noto professore universitario di filosofia, reso dalla vita insensibile a ogni stimolo, ritrova il suo spirito vitale in un atto estremo che sarà la sua dannazione. (…) il delitto perfetto non esiste e il gioco dei sentimenti farà la sua parte, mettendo l’uomo di fronte alle sue responsabilità. ‘Irrational Man’ funziona e convince, lasciando spazio alla vicenda di matrice alleniana che mette in scena un’altra passione del regista: la filosofia con predilezione per i nichilisti alla Kierkegaard e Nietzsche e una visione del mondo che si ispira al cinema di Ingmar Bergman. Woody affronta di nuovo i temi di colpa e innocenza, della fortuna, di ciò che è morale e immorale.” (Dina D’Isa, ‘Il Tempo’, 16 maggio 2015)

 

francofoniaFrancofonia

Giovedì 14 aprile ore 16.00 e 21.15

Anno: 2015. Durata: 87 min. Origine: Francia. Genere: Drammatico. Titolo Originale: Francofonia, le Louvre sous l’occupation. Sceneggiatura: Alexei Jan-kowski, Aleksandr Sokurov Fotografia: Bruno Del-bonnel. Regia: Aleksandr Sokurov Attori: Louis-Do de Lencquesaing (Jacques Jaujard), Benjamin Utze-rath (Franz Wolff-Metternich), Vincent Nemeth (Napoleone Bonaparte), Johanna Korthals Altes (Marianne).

TRAMA: Storia e finzione si intrecciano per interrogarsi sul valore dell’arte e sulla responsabilità di ciascuno nei confronti della sua sopravvivenza. Sokurov apre al pubblico le porte del Louvre, svelando il dietro le quinte di un incontro che si svolse nel 1943 durante il quale due uomini, il conte Franziskus Wolff-Metternich, capo dell’amministrazione nazista, e il direttore del museo Jacques Jaujard, decisero le sorti dei capolavori in esso contenuti. Mentre i due discutono del destino dei tesori del Louvre, nelle sale del Museo si materializzano Marianne, simbolo della Francia, e Napoleone che ammira perplesso le opere che lo celebrano.

NOTE: PREMIO FEDEORA COME MIGLIOR FILM EUROPEO DEL CONCORSO ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE DI VENEZIA (2015).

CRITICA: Colpo d’ala a Venezia. Aleksandr Sokurov con “Francofonia” regala un film di primissima qualità, ambizioso e affascinante, nato dalla fascinazione che il Louvre, sponsor del progetto, ha esercitato da sempre sul regista. Film-saggio dove si mescolano ricostruzioni cronachistiche e fantasmi storici, immagini digitali e scene in costume, quest’opera gira intorno al tema dell’identità culturale europea che per Sokurov passa necessariamente attraverso i musei e i loro patrimoni, sottolineandone il valore con le immagini della nave-cargo che rischia di affondare con il suo ricchissimo carico di oggetti d’arte e contemporaneamente riflettendo sulla fragilità dell’uomo, quando non si impegna a difendere il proprio vissuto culturale (“ogni popolo ha un oceano intorno a sé e ogni persona a un oceano dentro di sé”). Lontano dalle prodezze tecniche di “Arca Russa” o dall’ermetismo di “Faust”, Sokurov sceglie qui l’immediatezza quasi cartesiana di chi “gioca” coi formati e le tecniche digitali (c’è anche un bombardiere nazista che vola all’interno del Louvre) per lanciare il suo appello in difesa della cultura. (Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 5 settembre 2015)

 


calvarioCalvario

Giovedì 21 aprile ore 16.00 e 21.15

Anno: 2014. Durata: 104 min. Titolo originale: Calvary. Origine: Irlanda. Genere: Drammati-co. Sceneggiatura: John Michael McDonagh. Fotografia: Larry Smith. Regia: John Michael McDonagh. Attori: Brendan Gleeson (Padre James Lavelle), Chris O’Dowd (Jack Brennan), Kelly Reilly (Fiona), Aidan Gillen (Dott. Frank Harte), Dylan Moran (Fitzgerald), Isaach de Bankolé (Simon Asamoah), M. Emmet Walsh (Gerald Ryan), Marie-Josée Croze (Teresa Robert), Domhnall Gleeson (Freddie Joyce).

TRAMA: Padre James Lavelle è un buon uomo intento a rendere il mondo un posto migliore, continuamente sconvolto e rattristato dai dispettosi e rissosi abitanti del suo piccolo paese nella campagna irlandese, dove il mare e le celebri pianure verdi sono più angosciose degli interni. Un giorno, durante una confessione, la sua vita viene minacciata da una sentenza di vendetta che lo colpirà a distanza di una settimana; ma il sacerdote non dimentica di suggerire a uomini e donne, tra i quali si cela il suo futuro assassino, un esemplare richiamo all’integrità morale, prima di tutto con se stessi.

NOTE: PREMIO DELLA GIURIA ECUMENICA (SEZIONE ‘PANORAMA’) AL 64° FESTIVAL DI BERLINO (2014).

CRITICA: “Ci sono molti Giobbe in giro sugli schermi, uomini per cui diventa difficile amare il prossimo loro come se stessi, ma ci si prova, come il prete innocente che paga colpe storiche di ‘Calvario’. (…) Il regista irlandese John Michael McDonagh, come in ‘Un poliziotto da Happy Hour’, usa l’ottimo Brendan Gleeson al centro di un quadretto folk di delusi di provincia (…). Come nell’altro film l’autore (…) sta al servizio di due padroni, il poliziesco e il ritratto sociale con incursioni nel dialogo brillante. Sullo sfondo la domanda sul perché uccidere come infrazione del comandamento e personale gestione dell’etica (…). Ispirandosi con facoltà di fiction a molti fattacci avvenuti e anche raccontati dal cinema il film è una via crucis che non prevede esborsi di emozione in una compagnia di maschere umane ben identificate.” (Maurizio Porro, ‘Corriere della Sera’, 14 maggio 2015)

 

suffragetteSuffragette

Giovedì 28 aprile ore 16.00 e 21.15

Anno: 2015. Durata: 106 min. Origine: Gran Bretagna. Genere: Drammatico. Sceneggiatura: Abi Morgan. Fotografia: Eduard Grau

Regia: Sarah Gavron Attori: Carey Mulligan (Maud Watts), Helena Bonham Carter (Edith El-lyn), Brendan Gleeson (Steed), Anne-Marie Duff (Violet Miller), Ben Whishaw (Sonny Watts), Romola Garai (Alice Haughton), Meryl Streep (Emmeline Pankhurst).

TRAMA: La storia delle militanti del primissimo movimento femminista agli inizi del Novecento , donne costrette ad agire clandestinamente in uno Stato sempre più brutale. In lotta per il riconoscimento del diritto di voto, sono donne che appartengono alle classi colte e benestanti e tra loro alcune lavorano, ma sono tutte costrette a constatare che la protesta pacifica non porta ad alcun risultato. Radicalizzando i loro metodi e facendo ricorso alla violenza come unica via verso il cambiamento, queste donne sono disposte a perdere tutto nella loro battaglia per l’eguaglianza: il lavoro, la famiglia, i figli e la vita. Un tempo anche Maud, giovane donna dell’East End londinese, è stata una di queste militanti. Questa è la storia della sua lotta, insieme alle altre Suffragette, per conquistare la propria dignità.

NOTE: FILM D’APERTURA AL 33° TORINO FILM FESTIVAL (2015).

CRITICA: “Con le note della Marsigliese intonate da 12 giovani sassofonisti si è aperta la 33eesima edizione del Torino Film Festival e come ha sottolineato il direttore Emanuela Martini il film scelto (da tempo) per l’apertura ha finito per assumere un nuovo e più forte significato. Suffragette, infatti, della regista inglese Sarah Gavron ricostruisce un momento della lotta che nel 1912 le donne inglesi condussero per ottenere il diritto al voto, guidate dalla battagliera Emmeline Pankhurst. Lei, interpretata da Meryl Streep, si vede per pochi minuti, perché la sceneggiatura di Abi Morgan ha preferito puntare tutto sulla storia della povera Maud Watts (una convincente Carey Mulligan) prima moglie e operaia sottomessa poi convinta militante per i diritti femminili. Un percorso che il film racconta con passione e partecipazione grazie a un cast dove spiccano anche Helena Bonham Carter (discendente proprio di quel ministro che nel film nega il diritto di voto), Anne-Marie Duff e Brendan Gleeson.” (Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 22 novembre 2015)

I QUATTRO FILM DI MAGGIO PREVISTI PER:

GIOVEDì 5 – GIOVEDì 12

GIOVEDì 19 – GIOVEDì 26

VERRANNO COMUNICATI NEL CORSO DELLA RASSEGNA CONTEMPORANEAMENTE ALLA DISTRIBUZIONE DELLE RELATIVE SCHEDE.

arteLa Grande Arte al Cinema

Un’inedita serie di eventi cinematografici che, grazie alla tecnologia del cinema digitale, faranno condividere la ricchezza dell’arte e dei luoghi che ne sono custodi. Dagli stupefacenti Musei Vaticani al cuore del Rinascimento fiorentino, esaltato dalla galleria degli Uffizi di Firenze, per spostarsi poi a Bergamo con i numerosi tesori d’Italia esposti all’Accademia Carrara e chiudere trionfalmente con il tempio delle meraviglie, ovvero il teatro alla Scala di Milano. Questi tour cinematografici esclusivi, firmati dalle più importanti produzioni internazionali, guideranno la platea delle sale alla scoperta di artisti, dipinti e spazi museali d’eccezione in quattro straordinari appuntamenti che si terranno ogni primo lunedì del mese a partire da febbraio: sarà come essere in quei luoghi e di fronte a quelle opere come ospiti d’eccezione e con guide assolutamente fuori dal comune. Osservare quadri e sculture nel dettaglio, ascoltare il racconto degli organizzatori, entrare nelle segrete stanze e negli spazi in genere inaccessibili che hanno visto la mostra prendere forma: un’occasione unica per tutti gli appassionati d’arte, di viaggi e di cultura alla scoperta di storie che segnano il nostro modo di essere e di vivere.
INGRESSO INTERO: 8,00 € RIDOTTO STUDENTI: 5,00 €
ABBONAMENTO 4 INGRESSI: 25,00 €

museiLunedì 1 febbraio ore 16,00 e 21,15

MUSEI VATICANI

Regia: Marco Pianigiani

(durata: 65min)

Uno straordinario viaggio in compagnia del Direttore dei Musei, il Prof. Antonio Paolucci, alla scoperta delle più suggestive opere d’arte raccolte in due millenni di storia. Dai capolavori della statuaria classica alla Pietà di Michelangelo, fino alle sculture moderne di Fontana; dai dipinti di Giotto, Leonardo Da Vinci e Caravaggio a quelli di Van Gogh, Chagall e Dalì; dagli affreschi delle Stanze di Raffaello agli spettacolari capolavori michelangioleschi della Cappella Sistina come la “Creazione di Adamo” e il maestoso “Giudizio Universale”. Una megaproduzione realizzata da una troupe di 40 professionisti che hanno esplorato in lungo e in largo i Musei Vaticani. Per la prima volta le telecamere Ultra HD 4K/3D e la tecnica di dimensionalizzazione utilizzata al cinema da James Cameron e Tim Burton vengono portate all’interno dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina. Una produzione firmata Sky in collaborazione con la Direzione dei Musei Vaticani.

 

uffiziLunedì 7 marzo ore 16,00 e 21,15

FIRENZE E GLI UFFIZI –

Regia: Luca Viotto

(durata: 95 min.)

Un viaggio multidimensionale e multisenso-riale nel cuore del Rinascimento fiorentino, esplorato attraverso le sue bellezze più rappresentative.

Per la prima volta nel panorama cinematografico internazionale è stato infatti realiz-zato un film d’arte sul museo a cielo aperto che è la città di Firenze, un film in cui la tecnologia 3D garantisce un’autentica immersività per una visione che non ha precedenti: a parlare sono infatti le opere e lo fanno con tutta la loro straordinaria bellezza.

 

carraraLunedì 4 aprile ore 16,00 e 21,15

L’ACCADEMIA CARRARA

IL MUSEO RISCOPERTO

Regia: Davide Ferrario

(durata 78 min. )

L’Accademia Carrara di Bergamo è uno dei numerosi tesori d’Italia rimasti a lungo chiusi al pubblico e ora finalmente tornati alla luce. Annovera nella sua collezione oltre 600 dipinti, tra cui quelli di Raffaello, Mantegna, Bellini, Botticelli, ma anche moltissime opere di grandi artisti dal Rinascimento all’inizio del Novecento. Chiusa nel 2008 per restauri, l’Accademia è stata riaperta solo pochi mesi fa raccogliendo un boom di visitatori. E’ proprio durante l’ultimo anno di lavori che il regista Davide Ferrario, nato a Casalmaggiore ma cresciuto a Bergamo, ha deciso di iniziare le riprese del suo film, per raccontare la riapertura della pinacoteca in un percorso cinematografico che rappresenta anche una sua personale riflessione per immagini sul senso del guardare.

 

scalaLunedì 2 maggio ore 16,00 e 21,15

TEATRO ALLA SCALA IL TEMPIO DELLE MERAVIGLIE

Regia: Luca Lucini

(durata 95 min )

“Teatro alla Scala. Il Tempio delle Meraviglie” è il film evento dedicato a uno dei templi più esclusivi della musica e dello spettacolo mondiale, un luogo dove l’arte si costruisce, si rappresenta, si vive. Il film, racconta la storia del Teatro che più di ogni altro ha catturato e legato a sé indissolubilmente i più grandi nomi della scena musicale di tutti i tempi. Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Arturo Toscanini, Maria Callas, Luchino Visconti hanno fondato il mito di un luogo, animato da direttori d’orchestra, cantanti e ballerini di fama mondiale. Inaugurato nel 1778, il Teatro alla Scala di Milano è il luogo dove è nata la tradizione della grande opera italiana. Le emozioni assorbite dalle tende di velluto, dal legno del palcoscenico, dalle poltrone in platea sono vive ancora oggi e riemergono ogni notte, nel momento stesso in cui le luci si abbassano, il pubblico ammutolisce e inizia lo spettacolo.